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L’Italia che dice sì riformare e comunicare la Costituzione è un bene per tutti
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“Coloro che sono per il No non analizzano la riforma per come è fatta ma danno solo un giudizio semplicemente pregiudiziale”. Così Roberto Giachetti ha aperto il dibattito “L’Italia che dice sì riformare e comunicare la Costituzione è un bene per tutti” sul palco centrale della Festa nazionale de l’Unità con il sindaco di Firenze, Dario Nardella, il sindaco di Catania, Enzo Bianco. “Vogliamo riuscire dopo 30 anni di tentativi a rispondere alle tante domande di cambiamento già iniziate con i padri fondatori della Costituzione. Mi chiedo come si fa essere contrari alla trasparenza? Inserire il principio della trasparenza nella Costituzione sarebbe un punto concreto nono solo per parlarne ma per renderla concreta. Come si fa dire di no alla diminuzione del numero di firme da presentare per un referendum? Si potrebbe parlare punto per punto di questa riforma e si capirebbe bene che racchiude la voglia di cambiamento concreta. Tutti quelli che sono per il no sono quelli che per 30 anni hanno detto che bisognava riformare, cambiare e oggi sono i primi a fare marcia indietro. Da parte mia ho ancora qualche dubbio sulla riforma elettorlae ma non sono come quelli che all’improvviso si sono scoperti fautori delle preferenze quando fino a poco fa sostenevano che le preferenze fossero la causa di tutti i mali”.

 

Olimpiadi. Per Giachetti “c’è un problema di merito: le risorse destinate alle città sono diminuiti drasticamente e ogni occasione per ottenere nuove risorse sono un’opportunità. Ma qui andiamo oltre, i grillini, sia che si parli di olimpiadi o di stadio della Roma, hanno la semplice paura che questo andrà a finire male. Hanno detto che non vogliono le olimpiadi perché a loro interessa più la politica del giorno per giorno? Beh allora è meglio stendere un velo pietoso su quanto sta succedendo ora nella giunta Raggi. Il presupposto fondamentale è l’unità per fare le olimpiadi ma qui il sindaco non si esprime affatto nonostante abbia il dovere di governare e la responsabilità di farlo. Al posto della Raggi parlano attraverso un blog Grillo, Di Battista e Di Maio. Insomma vuole il sindaco dirci cosa vuole fare?”

 


 

Per Nardella “quelli che sostengono il No affermano che la riforma non tratti mai di quotidianità, ma non è così. Questa riforma riguarda tutti i cittadini e soprattutto i problemi quotidiani dei territori e delle città. Molte domande che mi vengono fatte dai cittadini di Firenze ottengono la mia risposta frustrata ‘non dipende da me ma dalle decisioni di Roma’, insomma dipende dai tempi non certi delle leggi e dai molti giochini che tentano di bloccare questa o quella normativa in Parlamento. La riforma del Senato per fare un esempio è qualcosa che si auspica da tempo e sostenuta non da personaggi sovversivi ma da esperti costituzionalisti. La bicamenrale di D’Alema e la riforma che voleva Berlusconi prevedevano le stesse cose ma ora non va più bene solo perché non l’hanno scritta loro. La ricchezza dell’Italia sta nei territori e nelle sue differenze, non abbiamo mai avuto la possibilità di avere un parlamento dove arrivassero direttamente le voci dei cittadini. Ora c’è la possibilità concreta senza nessun costo aggiuntivo anzi tagliando i costi della politica. Il bicameralismo paritario non esiste più in tutto il mondo. Non vedo infine nessuna deriva autoritaria perché la riforma non tocca i poteri e le autonomie del governo”.

 

Sui M5S. “Se a Firenze – ha dichiarato Nardella – il mio assessore fosse stato scoperto con un milione di euro in consulenze per la nettezza urbana i grillini mi avrebbero chiesto l’impiccagione in piazza. Per questo chiedo solo una cosa: coerenza. Loro la sbandierano a voce ma la uccidono nei fatti”.

 

“Usciamo da una delle stagioni più buie per quanto riguarda il Mezzogiorno” ha dichiarato il sindaco di Catania Enzo Bianco. “La parola Mezzogiorno è stata cancellata dalla agenda politica del paese. Il Mezzogiorno è scomparso dal linguaggio politico del paese. Ma dobbiamo ricordare che il sud non è un problema ma è la più grande opportunità che ha l’Italia. Quando il sud risolverà i suoi problemi sarà trainante per lo sviluppo e la crescita. Oggi le cose stanno cambiando: il patto per Catania firmato con il presidente Renzi non è stata solo una firma su carta; i soldi promessi sono già stati deliberati dal CIPE.

Certo vanno migliorate e implementate le infrastrutture, facilitato l’accesso al credito, risolvere il problema del costo dell’energia, azzerare l’inefficienza della pubblica amministrazione e sconfiggere la criminalità organizzata. La riforma della Costituzione può dare risposte anche a queste carenze e per questo è importante che passi. Lavoriamo nel merito: perché il sud possa riprendere c’è bisogno di uno stato che funziona. Non è una riforma perfetta ma è una riforma completa. Io ad esempio avrei preferito che il Senato fosse composto da molti sindaci e non solo da un sindaco per regione. Ha senso che si conservi ancora regioni a statuto speciale? Guardate che per la mia regione lo statuto speciale è solo un handicap e non un vantaggio. Spero che questa riforma passi e che se ne faccia un’altra con la prossima legislatura che la migliori ulteriormente”.

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