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Letta: PD unito per Roma, con Gualtieri in Campidoglio
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“Volevamo dare un segnale di discontinuità rispetto all’amministrazione attuale, se governare Roma fa paura, dico che no, almeno a noi non fa paura”.

 

Il segretario del PD, Enrico Letta in un’intervista per Il Messaggero spiega come è maturata la scelta nel PD, di indicare Roberto Gualtieri come candidato a sindaco di Roma.

 

“Che io ricordi, mai prima d’ora un ex ministro dell’Economia che aveva ricoperto incarichi di prestigio anche in Europa, si era candidato a sindaco di Roma. Quindi nessuna paura: ci sarà una sfida di carattere nazionale, di grande importanza e molto più impegnativa di quella del 2016. E questa è una buona notizia per la città”.

 

“Voglio ringraziare Nicola Zingaretti, ho raccolto il suo testimone nella segreteria nazionale, e ha condiviso con me l’opzione legata a una scelta che non terremotasse la giunta regionale del Lazio, una giunta che ha portato avanti una politica sulla pandemia che ha reso orgogliosi tutti i romani e i residenti nel Lazio e che ha tenuto la Regione in zona gialla per più giorni rispetto al tutto resto d’Italia”.

Abbiamo giocato come una squadra. Il ragionamento fatto con Nicola Zingaretti – continua – è stato che il suo impegno per la Capitale non poteva sconvolgere la giunta regionale, impegnata nella missione di portare a termine la campagna vaccinale. Lui ha condiviso, ed è stata una dimostrazione di unità del PD, ha concluso Letta.

Sostegno forte per Gualtieri

Gualtieri avrà un PD compatto a sostenerlo. Il PD sarà il partito dell’ascolto, dei diritti, del protagonismo dal basso, dei civismi, dei comitati di quartiere, delle associazioni. Penso al prezioso lavoro fatto da Monica Cirinnà da anni in questa direzione. Mi ci gioco molto anche io personalmente”, ha aggiunto.

Restituire un senso unitario alla metropoli

“L’idea che Roberto Gualtieri porta avanti è l’idea della svolta del centrosinistra che io ho impresso nel discorso del 14 marzo: quella del partito di prossimità, non più della Ztl e del centro storico. È la grande sfida, e il progetto partirà proprio da Roma. La Capitale ha un milione di cittadini fuori da quel Grande Raccordo Anulare e la necessità vera è quella di dare senso unitario a questa metropoli”.

Daremo a Roma un respiro internazionale

“Dopo anni in cui Roma è stata lasciata un po’ a se stessa, noi siamo in grado di dare alla città una struttura unitaria, di respiro internazionale. E Roberto Gualtieri è la persona che può far ritornare Roma a essere capitale del mondo.

C’è bisogno di un sindaco globale. La scelta di Gualtieri è la scelta di una persona che è in grado di interpretare questo senso di Capitale del mondo. Perchè Roma deve riprendere il suo ruolo, non può lasciarsi andare ad una logica domestica“.

Intervista completa su il Messaggero

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