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Letta: “La destra si batte dando risposte al disagio.Con i populisti all’Eliseo l’Europa va in frantumi”
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Sintesi dell’intervista di Giovanna Vitale su La Repubblica

 

“Il primo turno francese è incoraggiante, dimostra che nello scontro tra sovranisti ed europeisti a partire in vantaggio è chi crede in un’Europa più unita e forte, non chi punta a sfasciarla”, inizia così la sua intervista a La Repubblica il Segretario Enrico Letta, e aggiunge: “È molto positivo che Melenchon abbia subito chiamato al voto contro Le Pen”.

Argomenta: “Sono due i dati che mi hanno colpito: il primo è l’inquietante analogia con l’Italia; il secondo la radicalizzazione. Sia a destra che a sinistra perdono le forze tradizionali e i voti si spostano sulle estreme. Il fatto che la destra italiana parteggi per una come Le Pen, che ha come obiettivo sfasciare l’Europa, trovo sia un atteggiamento contrario ai nostri interessi nazionali. Vuol dire tifare per mandare gambe all’aria chi ci dà i 200 miliardi del Recovery e ci sta proteggendo”.

Letta spiega: “L’esistenza oggi in Europa di un forte populismo è figlia innanzitutto di una oggettiva situazione di disagio sociale. Bisogna presidiare le inquietudini dell’elettorato per evitare che l’ansia per il futuro, il lavoro, la precarietà, il ridotto potere d’acquisto delle famiglie accentui la radicalizzazione. Per questo l’Europa deve accelerare per dare risposte forti e unitarie”

Il Segretario aggiunge: “Bisogna sterilizzare il caro bollette con l’intervento di Bruxelles e sostenere i consumi interni attraverso una forte politica salariale che il Pd chiede al governo di attuare subito, detassando tutti i prossimi aumenti dei rinnovi contrattuali”.

“Ci sono tre nazioni con cui occorre aprire un dialogo forte e intenso: Cina, India e Turchia. Abbiamo alimentato una contrapposizione Occidente contro resto del mondo, che occorre correggere”.

Letta chiude la sua intervista: “E’ necessario sganciarsi dalla dipendenza energetica con la Russia, è difficile ma non vedo alternative. Se non si vuole una guerra mondiale con la Russia non dobbiamo cedere sulle sanzioni, ma costruire una strategia di breve e lungo termine che ci renda indipendenti da Mosca. A livello nazionale vanno cercati approvvigionamenti alternativi, come stanno già facendo Draghi e Di Maio, e spingere sulle rinnovabili. A livello europeo bisogna mettere un price-cap per arginare il prezzo del gas ma soprattutto prevedere compensazioni economiche per i Paesi che dipendono di più dalla Russia”.

 

Intervista intergale su La Repubblica

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