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L. Stabilità, Morando: subito nella manovra la riduzione delle tasse
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“La decontribuzione per i neo assunti nel 2015 è stata una misura molto forte che ha avuto effetti importanti. Nel 2016 è stata rinnovata anche se con un’incidenza inferiore. Ora la questione aperta è se si possa continuare con questi interventi non strutturali, o se si siano create le condizioni, come io ritengo si siano create, per decidere adesso anche in chiave pluriennale, una misura di tipo strutturale che riduca la pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa in modo permanente per dare certezza”.

Lo afferma Enrico Morando, vice ministro dell’Economia, in un’intervista al Messaggero.

“Dovremmo fare come per l’Ires, inserire subito nella manovra le misure anche se poi entrerebbero in vigore nel 2018”, aggiunge. “Perchè oggi tutto ci parla, compreso l’andamento del prodotto interno lordo dell’ultimo trimestre, del problema creato dall’aumento dell’incertezza, che è il nemico fondamentale della crescita”.

La misura “strutturale” più efficace per Morando “sarebbe la fiscalizzazione di parte dei contributi sociali. L’effetto sarebbe analogo a quello dell’Irpef, farebbe comunque aumentare le buste paga”.

“Se invece di fare questo si interviene sulle aliquote Irpef si ottiene lo stesso risultato. Sostanzialmente gli oneri per lo Stato sarebbero gli stessi e anche i vantaggi per i lavoratori. Si vedrà tecnicamente quale intervento sara’ considerato migliore”.

“Se, nel momento in cui si decide la soluzione a regime per il 2018, ci fossero le condizioni per anticipare al 2017 almeno parte dell’intervento sarebbe un fatto positivo perchè darebbe forza all’intervento”.

“Abbiamo fatto della riduzione delle tasse sul lavoro e sull’impresa la priorità della politica fiscale”, sottolinea Morando.

“Questo per una ragione molto precisa: la pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa in Italia è molto più elevata di quella degli altri grandi paesi europei, e in particolare è più elevata di quella della Germania, che è il primo paese manifatturiero in Europa mentre noi siamo il secondo”.

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