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Istat – Rapporto sulla competitività dei settori produttivi – Edizione 2015
I

Gli ultimi mesi del 2014 hanno evidenziato deboli segnali di ripresa per l’economia italiana, in un quadro ancora caratterizzato da tendenze recessive che nel 2012-2013 hanno interessato sia l’industria manifatturiera, sia i settori dei servizi maggiormente legati alla domanda industriale. In questo contesto, le prospettive di crescita a breve termine della nostra economia si giocano ancora, in gran parte, sul fronte della domanda estera e sull’intensità delle relazioni che legano il settore esportatore alle filiere nazionali. Queste ultime vedono un gran numero di imprese industriali e dei servizi intrattenere rapporti produttivi dalle forme più o meno complesse, che sono state oggetto di rilevazioni e analisi recenti da parte dell’Istat (cfr. Istat 2013a e 2013b).

La “terziarizzazione” dell’industria – cioè la tendenza verso un incremento dell’offerta di servizi da parte delle imprese industriali – e l’interconnessione tra industria e servizi rappresentano il tratto distintivo dell’evoluzione economica degli ultimi decenni, un processo favorito a sua volta dalla frammentazione internazionale della produzione (le cosiddette catene globali del valore) e dal conseguente incremento degli scambi di beni e servizi intermedi. In un sistema economico sviluppato, i servizi svolgono un ruolo sempre più rilevante: in Italia spiegano circa il 73 per cento del valore aggiunto dell’economia, a fronte di circa il 20 per cento rappresentato dalla manifattura. Inoltre, una buona parte della fornitura di servizi afferisce direttamente al processo di produzione dell’output industriale (i cosiddetti “business services”), in misura pari a circa il 40 per cento del valore aggiunto complessivo del sistema economico.
Tali relazioni produttive sono anche all’origine dei legami riscontrati dalla letteratura tra le performance dei due comparti: i settori manifatturieri che acquistano una quota relativamente più elevata di servizi risultano in genere più produttivi (cfr. ad esempio ECSIP Consortium, 2014), mentre a livello macroeconomico è stata riscontrata una correlazione positiva tra la crescita dei servizi (in termini di quota sull’occupazione totale) e quella della produttività complessiva in 34 paesi OCSE (Maroto-Sanchez e Cuadrado-Roura, 2008). In particolare, l’utilizzo dei servizi come input intermedi influenza la produttività del sistema economico sia indirettamente (attraverso la produzione in outsourcing o lo spostamento all’estero di attività a basso valore aggiunto verso fornitori esterni), sia direttamente (rivelandosi importanti veicoli per la trasmissione di spillone di conoscenza). Ne consegue che nel lungo periodo la competitività e la performance dei due settori si intreccino indissolubilmente.

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