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Migliore: “Dai gazebo la richiesta di nuovi dirigenti. Indispensabile investire su forze innovative”
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«Dal voto arriva la richiesta di dotarsi di un nuovo gruppo dirigente. Specie al Sud», avverte Gennaro Migliore, parlamentare del Pd che ha appoggiato di Maurizio Martina. E Zingaretti dice: «Serve un cambiamento».
 

Cosa ci dice il voto?

 
«Dobbiamo guardare con attenzione a questo grande processo di partecipazione popolare. Io sostenevo un altro candidato ma dalle urne arriva una richiesta di un leader forte ed autorevole. Ce lo dice il ritorno verso il Pd di tantissime persone che non ci aspettavamo. Potevamo festeggiare già con un milione di elettori ma aver quasi raddoppiato significa ora prendersi le responsabilità di guidare un partito che sappia fare opposizione a grillini e Lega».
 

In Campania e a Napoli il lanciafiamme di Renzi l’hanno usato gli elettori.

 
«Io sono in ottimi rapporti con i nuovi dirigenti del Pd ma ora c’è necessità di investire su forze nuove. E lo dice uno che il congresso l’ha perso ma bisogna prendere atto come dal Sud, ma anche dal Nord, c’è una richiesta di un nuovo gruppo dirigente che sappia essere all’altezza della sfida. Non solo battere il populismo di questo governo ma, soprattutto, azioni e progetti per un reinsediamento del partito sui territori e un coinvolgimento di settori sempre più ampi della società».
 

Il voto d’opinione ha deciso di non seguire le indicazioni dei capicorrente. Zingaretti ora ha l’occasione di non farli salire sul carro del vincitore.

 
«Il punto non è fare una tabula rasa ma allargare: io sono per le costruzioni e non con le sostituzioni. Credo sia indispensabile investire su forze innovative, non possiamo perdere questa occasione altrimenti è la fine. Ma sarebbe stato indispensabile anche se avesse vinto Martina. E anche Renzi, in questi giorni, ha detto che voleva cambiare la classe dirigente meridionale. E ora si può fare».
 

I nomi da cambiare?

 
«Niente singoli nomi ma serve un rinnovamento»
 

Che direbbe a Zingaretti? “Stai attento ai ras del Sud che hanno pesato anche sul renzismo”?

 
«Penso che molti stiano anche ora con Zingaretti ma sono l’ultimo a potergli dare consigli».
 

Siamo al tramonto definitivo del renzismo?

 
«Ho un legame personale e politico con Matteo che rivendico: credo come quello che abbiamo fatto al governo sia un unicum nella storia del Paese. Adesso tutto sulle spalle di Zingaretti: ha la responsabilità di portare avanti comunità. E se con Renzi c’era il fuoco amico dell’opposizione interna, ora invece il nuovo segretario non avrà le difficoltà che abbiamo patito noi».

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