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Inps, +252mila nuovi rapporti di lavoro: questi i numeri che interessano governo e Pd

“I dati diffusi dall’INPS dicono che siamo sulla strada giusta contro il precariato e che il Jobs Act è un’occasione da non perdere, soprattutto per la nostra generazione”. Così il premier Matteo Renzi, sul sito del Governo, a proposito dei dati diffusi oggi dall’Inps sull’occupazione del primo semestre.

“Mentre Calderoli e le opposizioni contano il numero degli emendamenti, noi contiamo quanti contratti di lavoro stabili ci sono in più: nel primo semestre 2015 crescono di 252.177 i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato rispetto allo stesso periodo del 2014, secondo i dati Inps. E’ importante ricordare che l’Inps, registrando le posizioni contributive dei lavoratori, ha i dati più precisi e aggiornati sull’effettivo andamento del lavoro stabile”. Questo il commento di Filippo Taddei, responsabile Economia e Lavoro del Pd, sui nuovi dati Inps sul lavoro.

 

“Si stabilizza il lavoro – evidenzia Taddei – e cambia in particolare nel settore privato dove, nei primi sei mesi del 2015, le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state 952.359, ovvero il 36% in più rispetto al 2014. Sono questi i numeri che interessano il governo e il PD. E’ la differenza tra chi si impegna per far aumentare il lavoro nel Paese e chi perde tempo presentando una valanga di emendamenti per bloccare il lavoro del Parlamento. Il precariato del mercato del lavoro italiano non è ancora sconfitto ma questi sono, dopo molti anni, i primi dati che segnalano un cambio di direzione”.

 

Dati che rappresentano un invito, secondo la vicesegretaria dem Debora Serracchiani, ad andare “avanti con le riforme che servono a far ripartire il Paese”. “Non bisogna mollare. Soprattutto adesso che i segnali dal mondo del lavoro parlano in modo più tangibile di un’inversione di tendenza, il nostro dovere è essere tenaci e perseverare con le riforme che servono a far ripartire il Paese”, afferma la vicesegretaria Pd.

 

“Siamo impegnati – prosegue Serracchiani – a consolidare un risultato che dà fiducia ma dal quale dobbiamo trarre impulso a fare di più. Quei 252 mila nuovi posti a tempo indeterminato non sono un dato statistico: sono persone, famiglie, progetti di vita. Verso di loro, e ancora di più verso tutti gli altri che ancora un lavoro non ce l’hanno, abbiamo un obbligo politico e morale, che non può essere deluso, a qualsiasi costo”. “Le riforme non sono un concetto astratto, ma interventi precisi e concreti per rimettere in piedi l’Italia, sapendo che se non le facciamo – conclude – i primi a rimetterci saranno i più deboli”.

 

Anche il presiedente dei senatori Pd, Luigi Zanda, definisce “i dati dell’Inps indizi, ancora parziali, ma molto chiari che l’Italia sta proseguendo nella direzione giusta, quella dell’uscita dalla crisi. E’ sconfortante che davanti alla necessità di consolidare gli incontrovertibili segni di ripresa, il Parlamento debba trovarsi di fronte alla presentazione di mezzo milione di emendamenti alla riforma costituzionale”, osserva Zanda, che continua: “L’unica strada che ha l’Italia per far avanzare questo trend positivo è proseguire risolutamente senza divisioni sul percorso delle riforme.

 

La crisi – conclude – ha avuto effetti sociali devastanti e per batterla serve una grande unità nazionale”.

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