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Il lavoro che cambia, il lavoro cambiato
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Alla Festa nazionale dell’unità, in corso a Modena, si confrontano sui temi del lavoro Brenda Barnini, sindaco di Empoli e responsabile welfare aziendale del PD, Marco Bentivogli, ex segretario generale dellaFederazione Italiana Metalmeccanici (FIM CISL) e Marco Miccoli, responsabile Lavoro della segreteria nazionale PD, in un dibattito dal titolo: “Il lavoro che cambia, il lavoro cambiato“, moderati da Guido Moltedo.

 

Il tema dello smart working, come nuovo orizzonte lavorativo diffusosi più ampiamente nel nostro Paese a causa della pandemia, ha aperto il dibattito.

 

Per Marco Bentivogli il lavoro va misurato rispetto alle variabili che cambiano con l’evolversi della società. Con il lavoro in smart working ad esempio, si lavora in meno tempo e si realizza di più, secondo delle statistiche pubblicate durante il lockdown. Insomma si tratta di una conquista sindacale importante, ha commentato, realizzatasi paradossalmente senza una vera richiesta in merito: lavorare per ottenere un risultato, indipendentemente dal tempo. Il lavoro intelligente insomma: maggiore autonomia e responsabilità del lavoratore, dove il rapporto fiduciario diventa quindi fondamentale.

 

Brenda Barnini considera che se non fosse stato per la pandemia, che ci ha trovati impreparati in questo senso, nella P.A. e in molte aziende private la corsa allo smart working non sarebbe iniziata. Non tutti gli enti hanno saputo organizzarsi nel lavoro da remoto perchè non lo avevano sperimentato su larga scala. Altro dato, ha evidenziato, le mansioni stesse sono mutate all’interno delle aziende, per assicurare maggiore copertura e flessibilità, quindi ora dovremo riuscire a sfruttare questi nuovi assetti per il meglio.

 

Marco Miccoli ha parlato di dati, abbiamo perso 540mila posti di lavoro con il lockdown che ora stiamo ricominciando a recuperare. Il problema si è verificato sia per l’occupazione che per la produzione ma ora c’è ottimismo in merito alla ripresa, come il ministro Gualtieri ha annunciato. Bisogna ricominciare ad assumere, soprattutto le donne. Per quanto riguarda lo smart working, ha notato che nelle piccole città del Sud si è verificato un dato contrario rispetto al passato: tanti lavoratori sono tornati proprio per fare smart working. Altro dato emerso a causa della pandemia: finalmente ora c’è una Europa che investe sul futuro di tutti i suoi Paesi.

 

Tante altre tematiche inerenti il lavoro sono emerse durante il dibattito. Ad esempio la necessità dell’ascolto dei lavoratori, che viene evidenziato dalla sindaca Barnini. C’è un welfare poco presente nel territorio, ed è proprio su questo punto che possiamo provare a dare risposte. Nei prossimi mesi dovremo portare avanti l’ottimismo volontà con la concretezza della ragione, auspica.

Se smettiamo di ascoltare le trasformazioni non saremo in grado di accogliere e gestire la paura nelle case degli italiani. Dobbiamo essere capaci di guidare il cambiamento e dare forza a chi rischia di rimanere indietro. Ci aspettano mesi nei quali avremo grandi risorse ma dobbiamo avere grandi idee altrimenti non serviranno.

 

Miccoli ritorna sui dati, evidenziando che siamo ancora in una fase nella quale c’è paura nell’investire e persiste il blocco di alcune produzioni. Veniamo da un lockdown mondiale, dove a soffrire non è stata solo l’Italia, per questo trovo ingeneroso dire che i sussidi del governo non hanno aiutato, non è così perchè se parliamo di piccola ripresa qualcosa si è mosso. La transizione ecologica non è uno slogan, comprende innovazione, digitalizzazione e robotica e sono tutte questioni in campo.

 

Bentivogli chiude il confronto parlando su ciò su cui puntare nel prossimo futuro. Dobbiamo essere consapevoli della accelerazioni che coinvolgono l’intero pianeta. Per questo è necessario puntare su formazione e istruzione, cercando di adattare la formazione anche ai lavoratori sessantenni ad esempio. Dobbiamo preparare il nostro Paese al futuro. Al momento noi spendiamo molto soldi per pensionati under 65, circa 8 miliardi e mezzo, abbiamo insomma più pensionati che lavorano che trentenni. Per questo bisogna recuperare senso alla politica.

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