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Guerini: “La segreteria non è in ballo Congresso? Prima il Paese”
G

Lorenzo Guerini, o governo con tutti o elezioni?
 
«Aspettiamo di sapere se tutte le forze politiche, a partire da quelle che hanno sostenuto il No e detto in campagna elettorale che subito dopo si doveva votare, confermeranno al capo dello Stato la loro posizione. Chi ha vinto il referendum, si assuma le proprie responsabilità davanti agli italiani».
 
Non dovrebbe essere il Pd ad assumersi per primo la responsabilità?
 
«Noi abbiamo detto in modo molto chiaro che non abbiamo paura del voto, quando ci dovesse essere. E che siamo disponibili a un governo di responsabilità, a cui siano chiamate tutte le forze politiche. Siamo all’inizio del percorso di consultazioni, in cui noi esprimeremo le nostre valutazioni sulla base della relazione che il segretario ha svolto in direzione».
 
Il M5S non ci starà mai. È sbagliato sospettare che la linea del governissimo serva a farsi dire di no?
 
«M5S, Lega e FI dicano quel che vogliono fare. Tocca anche a loro fare una proposta davanti agli italiani. Anche alla luce di quel che diranno, noi esprimeremo le nostre valutazioni più compiute».
 
II Renzi bis è ancora all’orizzonte?
 
«Non mi lego a nessuna formula, anche per rispetto del capo dello Stato. Renzi ha fatto quel che aveva sempre detto. Ha tratto le conseguenze della sconfitta al referendum ed è questo il fatto con cui ci dobbiamo confrontare. Per noi, che siamo una forza responsabile, l’interesse del Paese viene prima di tutto».
 
Se non dovesse essere Renzi, qual è il nome a voi più gradito tra Grasso, Padoan, Franceschini e Gentiloni?
 
«Adesso noi non parliamo di nomi né di formule».
 
Nel Pd nessuno vuole andare a votare, il segretario rischia di rimanere solo?
 
«Il segretario è tutt’altro che solo. Nel Pd e in tutta Italia c’è compattezza intorno alla sua figura».
 
Franceschini ha rotto con Renzi perché vuole fare il premier?
 
«Non inseguo il gossip. La maggioranza del partito sostiene la posizione che ha espresso il segretario. Dopo le consultazioni la direzione si ritroverà e lì discuteremo».
 
Orlando si è smarcato perché punta al Nazareno?
 
«Il Pd ha un segretario che si chiama Matteo Renzi e che non è stato minimamente messo in discussione. Mungo applauso che ha salutato il suo ingresso in direzione testimonia come tutto il partito sì sia stretto intorno al suo leader».
 
Anche al Capranica ci fu un lungo applauso a Bersani sul nome di Prodi, poi però vennero i 101 franchi tiratori.
 
«I numeri della direzione sono molto chiari. Renzi è segretario in virtù del congresso del 2013, nel 2017 cí sarà un altro congresso e in quella sede ci confronteremo».
 
Volete evitare le primarie?
 
«No, è un’ipotesi strampalata. Lo Statuto prevede il congresso ogni quattro anni e il Pd i congressi li celebra. Ma per Renzi viene prima l’interesse del Paese, risolvere la crisi sotto la guida saggia del presidente Mattarella».
 
I parlamentari di prima nomina matureranno la pensione il 15 settembre… I gruppi rischiano di franare?
 
«Una cosa ridicola, sarebbe miserevole. I parlamentari del Pd li conosco a uno a uno, sono persone serie».
 
Molti temono di perdere il posto in lista e si riposizionano, non è così?
 
«Le liste verranno fatte quando sarà il momento di andare al voto».
 

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