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Guerini: chi esce dal Pd fa il gioco della destraE l’Italicum non cambia
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“L’Italicum garantisce rappresentanza e governabilità e una sua modifica non è all’ordine del giorno”. Lo assicura il vice segretario del Pd LorenzoGuerini che in una intervista alla Stampa avverte che fuori dal partito non ci sono “grandi spazi” per la sinistra.

 

“A parte il rammarico per le scelte di alcuni colleghi che rispetto, ma non condivido, non credo che il giudizio degli elettori verso il Pd sia condizionato dalle uscite di singoli parlamentari, ma che maturi invece sulla base del la capacità del partito di intestarsi fino in fondo la fase di cambiamento che stiamo attuando nel Paese”, “stiamo realizzando l’intuizione originaria del Pd, una grande forza del centrosinistra riformista che sa assumersi fino m fondo la sfida del governo. Non vedo grandi spazi per ciò che nasce a sinistra fuori da questa prospettiva. E la domanda inevasa che dovrebbe esser loro rivolta è: come e con chi vorrebbero governare il Paese?”E aggiunge: “Mi pare che i primi indizi della nascita di questo nuovo soggetto siano caratterizzati da una forte polemica col Pd. Siamo noi il nemico individuato, più che la destra. E ciò mi pare indice di velleitarismo e della ripetizione di un vizio antico, di cui la sinistra italiana non si è liberata fino in fondo”.

 

A proposito di Roma, Guerini precisa: “Tanto per essere chiari anche sull’ipotesi Marchini, a Roma non faremo ammucchiate contro Grillo anche perché non abbiamo paura di nessuno. E in generale sono fiducioso dei risultati che otterremo, sapendo che i comuni sono molto diversi e che arriviamo con percorsi differenti nelle varie città”. Evidenzia poi che “le uscite a sinistra spesso hanno portato come risultato di favorire gli avversari e loro così stanno facendo il gioco della destra, ma penso che il Pd abbia la forza per non correre questo rischio. Da quando Renzi è segretario, mi pare che l’obiettivo fondamentale di conquistare nuovi elettori lo abbiamo centrato”.

 

“Le primarie sono uno strumento, si possono usare o meno, laddove i candidati sono molto condivisi se ne può fare a meno. Dopodichè hanno una regola fondamentale: che tutti accettino il verdetto”, chiarisce il vicesegretario Pd.

 

Sulle possibili modifiche alla manovra, infine, Guerini afferma che “il confronto potrebbe portare ad alcune modifiche, ovviamente senza stravolgerne l’impianto. Ma su certi punti non torniamo indietro”.

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