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Gianni Pittella è il candidato S&D alla presidenza dell’Europarlamento
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Il gruppo dell’alleanza progressista dei socialisti e dei democratici al Parlamento Ue, S&D ha appoggiato a livello unanime la candidatura di Gianni Pittella alla presidenza dell’Europarlamento.

 

L’attuale presidente, Martin Schulz (S&D), la scorsa settimana ha infatti annunciato che non si sarebbe candidato per un terzo mandato.

Pittella

 

Ha dichiarato Pittella: “Accetto con orgoglio e coraggio questa nuova sfida e voglio dire fin da subito che la mia candidatura sarà contro l’austerità ma anche contro questa Europa umiliata dagli egoismi nazionali.

 

La mia candidatura sarà all’insegna del cambiamento, perché cambiate sono le condizioni che fino ad oggi hanno sorretto gli equilibri tra le forze politiche.

 

Noi non accetteremo mai l’occupazione da parte dei popolari di tutte le istituzioni europee. Non è una questione di nomi, ma una questione di contenuti.

 

Perché non è indifferente, per le politiche e per le ricadute che queste avranno sui cittadini europei, avere un esponente di sinistra o uno di destra in una posizione apicale. Noi e i popolari siamo alternativi. Destra e sinistra non sono uguali.

 

La nostra forza sta nella consapevolezza di rappresentare il cambiamento. Verso un’Europa diversa, un’Europa migliore“.

 

“Ora – ha concluso Pittella – mi confronterò con tutti i gruppi a eccezione delle forze estremiste di destra per trovare convergenze su questi punti e sulla mia candidatura”.

 

Il vicepresidente del Parlamento europeo, David Sassoli nel corso dell’assemblea del Gruppo dei Socialisti che questa mattina ha designato all’unanimità la candidatura di Pittella ha dichiarato: “Non accetteremo un’occupazione dei Popolari nelle istituzioni europee.

 

“La candidatura di Gianni Pittella alla presidenza del Parlamento è a disposizione di tutte le forze europeiste e della sinistra europea. I popolari devono sentire la responsabilità della rottura con i socialisti e delle gravi conseguenze che può scatenare dentro e fuori le istituzioni europee.

 

I socialisti – conclude l’europarlamentare PD – non sono disponibili a sostenere una presidenza conservatrice in un momento in cui l’Europa ha bisogno di uscire dalle politiche di rigore. Aperti al dialogo ma si sappia che facciamo sul serio”.

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