Il 4 dicembre sono in gioco per l’Italia le riforme e la stabilità: lo sostiene il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in un intervento pubblicato dal Financial Times in cui fa il punto sulla situazione del Paese alla vigilia del referendum: “Il governo Renzi”, scrive, “forse non ha fatto miracoli, ma ha rimesso in moto l’Italia. Ciò ha richiesto significativi sacrifici alla classe media, al pubblico impiego e ai pensionati, ma ha dato frutti, con il ritorno della crescita. Le riforme sono da completare e alcune possono essere controverse, ma sono un fatto significativo in un’Europa caratterizzata da governi fragili e spesso ostaggio dei populisti”.
“Stabilità e riforme”, continua Gentiloni, “hanno consentito all’Italia di riprendere il suo ruolo in Europa” e “il referendum di domenica può consentire di completare il processo riformatore e dare ancora più forza alla voce dell’Italia nell’Ue”. “In caso contrario”, con la vittoria del No, “tutto si bloccherebbe. Il No ha messo assieme tutte le forze che vogliono bloccare le riforme”, da Berlusconi alla Lega Nord, dall’estrema sinistra a Grillo. Un fronte che si oppone a modifiche della Costituzione la cui necessità è fortemente sentita nel Paese, come dimostrano – nota il responsabile della Farnesina – “i ripetuti tentativi di realizzarle sin dagli anni ’80”.
Alcuni sostengono che in caso di vittoria del Sì l’Italia correrebbe rischi di derive autoritarie: “Queste preoccupazioni”, assicura Gentiloni, “sono infondate: al presidente del Consiglio non andrà alcun potere in più e” anzi “resterà con poteri inferiori a qualsiasi altro premier in Europa”. Allora, conclude Gentiloni, “cosa aspettarsi la mattina del 5 dicembre? Se vincerà il No, di certo non verrà giù il cielo. Ci saranno indubbiamente delle conseguenze negative e chi ritiene necessarie stabilità e riforme per fronteggiare il populismo sarà sconfitto. Ma io credo nella saggezza degli italiani e sono fiducioso nel fatto che il Sì vincera’”.