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Genova, Rosato: “Nessun test di politica nazionale, il governo non c’entra”
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Onorevole Rosato il voto a Genova è un test per la politica nazionale? «Assolutamente no. Genova è importante ma è sbagliato fare delle amministrative un test per la politica nazionale». Ettore Rosato, dopo anni di esperienza al Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza), è capogruppo Pd alla Camera. Renzianissimo, segue la linea del segretario.

Ma qui si sperimenta un’alleanza di centrosinistra allargata

«I genovesi scelgono il loro sindaco non certo il governo nazionale. Chiunque vinca si tratterà solo del sindaco, nessuna conseguenza nazionale».

Ma è la città più importante in questa tornata elettorale

«Veramente il test più importante, per dimensioni abitative, è quello di Palermo. E anche in quel caso, dove abbiamo vinto al primo turno, non gli abbiamo dato una valenza nazionale».

Ma se a Genova vince il centrodestra, la sinistra perde una roccaforte storica

«Il centrosinistra può farcela. Si scontrano due idee di città: una che guarda al futuro e una al passato, quello leghista, decisamente inconcludente».

Come sta la maggioranza di governo? Gli sgambetti e il rischio di caduta sembrano all’ordine del giorno: il voto di Articolol su voucher e su Consip

«Il partito che diceva di essere nato per sostenere il governo Gentiloni regolarmente vota contro. Il Presidente del Consiglio fa le cose che doveva fare con coerenza e capacità, in continuità con il governo Renzi».

Governo che arriverà a scadenza naturale nella primavera 2018, dopo i tentativi di andare al voto in anticipo?

«Sì arriverà a scadenza naturale».

Che provvedimenti adotterà la maggioranza in Parlamento in questi mesi? Sul ddl Concorrenza i tempi si allungano ancora

«Dovrà approvare alcuni legge importanti, primo fra tutti il ddl sulla concorrenza, che ora è alla Camera e poi approderà al Senato per l’approvazione definitiva. Sarà legge prima della pausa estiva».

E poi?

«Il codice antimafia, che vogliamo completare, il testamento biologico e la legge sulla cittadinanza dei bambini. Sullo Ius soli se necessario metteremo la fiducia».

Certo che appare difficile l’alleanza a livello nazionale con Articolo1

«C’è un filo di rancore di Mdp-Articolo 1 nei confronti di Renzi che sono convinto sfumerà nei prossimi mesi per il bene del Paese».

Bersani vuole una verifica di maggioranza e si sa che chiede una inversione di tendenza su alcuni temi importanti: ad esempio più investimenti e meno bonus, uno dei cardini della politica di Renzi

«I bonus degli 80 euro e l’ampliamento della platea dei pensionati che percepiscono la quattordicesima sono considerati dall’Istat strumenti efficaci per combattere le diseguaglianze nei redditi. E gli investimenti avviati dal nostro governo sono importanti per le infrastrutture e per le periferie più degradate».

Il Pd vede solo un’alleanza con Pisapia?

«Noi siamo per il dialogo con tutto il centrosinistra ma si fa con chi ci vuole stare. Noi siamo disponibili».

Sinistra Italiana e Possibile non sono disponibili

«Le alleanze si costruiscono sui programmi, non sulle sigle: qual è il progetto dell’Italia che abbiamo? Non serve sommare le sigle, magari senza alcun seguito dietro…».

Consip resta un tasto dolente per governo e Pd

«È un tema per attaccarci, usato tutti i giorni. Io sottolineo il tentativo di depistaggio che c’è dietro quel filone d’inchiesta e dovrebbe preoccupare tutti e non solo il Pd».

Però alla fine ha pagato solo l’ad di Consip Marroni che non è neppure indagato

«Marroni ha perso la fiducia dell’azionista di riferimento, cioè il Tesoro, e dei colleghi del consiglio di amministrazione che non sono di nomina politica. Spero che la magistratura chiuda in fretta le indagini. Sono certo della buona fede e dell’operato di Lotti e del comandante Del Sette».

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