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Galletti: “Sui cambiamenti climatici ci giochiamo il futuro del pianeta”
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“A Parigi ci giochiamo il futuro del pianeta”
Così il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha esordito alla Festa dell’Unità, nel dibattito ‘Verso la conferenza di Parigi: costruire un futuro sostenibile’, al quale ha partecipato insieme a Chiara Braga, responsabile ambiente del Pd e a Riccardo Nencini, sottosegretario alle Infrastrutture.

“Nessuno mette più in dubbio che i cambiamenti climatici cambieranno nel medio periodo la geografia del mondo, un problema che riguarda noi e i nostri figli, con cui dobbiamo fare i conti adesso”. Per questo, secondo il ministro “alla conferenza di Parigi dobbiamo trovare accordo tra i 190 paesi del mondo per un patto che limiti le emissioni di CO2, la causa del surriscaldamento del pianeta”.

“I cambiamenti climatici – ha spiegato Galletti – saranno il grande tema da affrontare. Le migrazioni si trasformeranno in migrazioni ambientali, per lo scioglimento dei ghiacci e per la graduale scomparsa di alcuni territori. Dobbiamo capire dagli errori del passato per capire come comportarci in futuro, diversamente da quanto abbiamo fatto con le cause delle migrazioni odierne. L’Europa su questo tema ha avuto un comportamento virtuoso, con un accordo ambizioso che è stato da esempio agli altri continenti: ridurre le emissioni di almeno il 40% entro il 2030, un obiettivo che impone da subito delle scelte nelle politiche industriali, un vincolo che non è una sventura ma una grande opportunità se cominciamo a pensare da subito a un nuovo modello di produzione”.

A proposito di dissesto idrogeologico, per il ministro “scontiamo una mancata manutenzione del territorio. Le alluvioni si ripetono storicamente sempre negli stessi territori, dunque è chiaro che c’è stata una forte responsabilità della politica, che non é intervenuta, forse perché si tratta di interventi che non portano voti”.

Passando a spiegare i provvedimenti messi al punto dal Governo, il ministro ha sottolineato come “in questo anno abbiano messo al centro la politica contro il dissesto idrogeologico, aprendo 879 cantieri per oltre un miliardo di risorse, che c’erano già ma che non venivano spese a causa delle burocrazia. Certo non basta, per questo abbiamo anche imbastito un piano di 7 miliardi in 7 anni. Mando un avviso ai naviganti, e cioè agli enti locali: con il primo miliardo finanzieremo solo opere con i progetto pronti, senza correre il rischio di progetti che rimangano nel cassetto. Però nessuno si aspetti che il prossimo autunno scompariranno i problemi, i risultati si avranno dopo un impegno di anni”.

Per la responsabile ambiente del Pd Chiara Braga, è vero che i temi ambientali arrivano con qualche fatica in più all’opinione pubblica, ma “é questa la sfida che abbiamo di fronte. Strumenti come gli ecobonus o gli incentivi per la riqualificazione degli edifici hanno prodotto lavoro, dunque dobbiamo rivendicare che scelte di attenzione ambientale possono avere anche un impatto economico”.
“Tra una casa che non spreca energia e una che lo fa – ha spiegato Braga -, la differenza é di 1500 euro all’anno sulle bollette. Per questo chiediamo di prorogare le detrazioni fiscali nella legge di stabilità”. Su questo punto, il ministro ha assicurato che la proroga ci sarà.
“ L’Europa – ha poi continuato Braga – propone di dedicare un terzo di dei fondi di Horizon 2020 al recupero della materia, che é il modo intelligente di affrontare il problema dei rifiuti. Per questo attendiamo a breve dall’Ue una agenda sull’economia circolare, che porterà possibilità di investimenti e di innovazione. Le aziende che hanno resistito meglio alla crisi sono quelle che si sono dedicate ai settori green, a dimostrazione che non c’è alcuna contrapposizione tra politiche dell’ambiente e politiche del lavoro”.

Alla domanda del moderatore Antonio Cianciullo sulle smart city, il sottosegretario alle infrastrutture Riccardo Nencini ha spiegato come “questo è una questione che riguarda l’ambiente che ha un effetto immediato, a differenza di altri per cui l’attesa dei risultati è di anni. L’Anci in Italia ne ha contate un po’ troppe in Italia, visto che nelle classifiche europee abbiamo una sola città tra le prime 30, che è Trento. Per questo stiamo lavorando ad nuovo modo di classificazione per accedere alla definizione rispondendo a dei criteri specifici”.
A proposito degli interventi del governo, Nencini ha spiegato: “Stiamo lavorando alla stabilizzazione degli ecobonus, all’utilizzo dei pon per i centri storici e a un minore utilizzo del territorio, con misure di housing sociale, cioè non nuove abitazioni ma alloggi che hanno bisogno di piccoli interventi, senza consumo di territorio. Inoltre, stiamo lavorando a un progetto per centraline elettriche che invoglino all’acquisto auto elettriche. Inoltre, dobbiamo potenziare l’utilizzo del ferro. Su 107 aeroporti e solo 7 sono collegati con una ferrovia che arrivi nel centro. Stesso per i porti, questo ultimo miglio del ferro. Queste sono misure che hanno un impatto immediato”.

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