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Furfaro: “Sfidiamo il governo sulla manovra”
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Marco Furfaro in un PD movimentista si trova perfettamente a suo agio. E le battaglie da portare avanti le sente tutte sue. «Sanità e scuola pubblica, salario minimo, sicurezza sul lavoro, sostegno al potere d`acquisto – riassume il responsabile delle Iniziative politiche dem -. In troppi stanno rimanendo indietro, noi vogliamo tornare in piazza per l`Italia che non lascia indietro nessuno». Così in un’intervista a La Stampa il responsabile delle Iniziative politiche dem.

Sono invitate le altre forze di opposizione?
«Ognuno fa le sue scelte. Sono invitati tutti coloro che condividono la battaglia che vogliamo fare rispetto alle scelte della prossima legge di bilancio. Possiamo e dobbiamo unirci sulle cose concrete, che toccano la vita delle persone. È giusto farlo in Parlamento, ma anche fuori, per dare un segnale forte al Paese».

Dopo il salario minimo, la difesa della sanità pubblica: ci sarà un’altra proposta unitaria?
«La discussione è appena iniziata, vedremo se seguiremo quella strada o presenteremo proposte comuni rispetto ai numeri e alle risorse della manovra. Perché è lì che si decidono gli orientamenti e le scelte politiche, come quella di non finanziare il servizio sanitario. L’importante è che le persone possano curarsi in modo gratuito. Quattro milioni di persone non si curano più per mancanza di soldi o per le liste di attesa troppo lunghe. È inaccettabile. Serve agire subito, implementando il servizio pubblico in ogni modo, integrando con il privato convenzionato e i professionisti dell`intramoenia dove necessario.

Le vostre proposte, invece?
«Ne dico due. Questa destra torna a tagliare la sanità, mentre bisogna prevedere un finanziamento di almeno 4 miliardi per i prossimi 5 anni, per tornare almeno al 7% di spesa sanitaria rispetto al Pil. Poi togliere il vincolo sulle assunzioni: il tetto al personale non fa risparmiare, ma paradossalmente fa aumentare i costi, perché si finisce per ricorrere ai medici “gettonisti”, pagandoli di più».

La mobilitazione lanciata da Schlein servirà a compatfare il PD?
«Iniziamo col dire che il PD è vivo, siamo passati da un dibattito sulla sopravvivenza del partito a quello sulla sfida di costruire l`alternativa alla destra. Le file ai banchetti per firmare per il salario minimo, 30mila nuovi iscritti da marzo, molti giovani tesserati per la prima volta: sono tutti segnali di vitalità. Quando la sinistra torna a interessarsi dei problemi reali, la gente torna a partecipare e a combattere».

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