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Fiano: “Si marchiano le bestie non gli uomini, non i bambini oppure i prigionieri dei lager”
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“Raccontiamo l’Italia. Il bisogno di sicurezza, il dovere dell’accoglienza, quali risposte?”, questo il titolo del dibattito che si è svolto sul Palco Centrale Italia. La giornalista de l’Unità, Claudia Fusani ha intervistato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza della segreteria nazionale PD, e Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche europee.

 

Quelle di oggi sono “scene che non vogliamo né posiamo tollerare”. Questo è stato il primo commento che Emanuele Fiano ha espresso sulle marchiature degli immigranti sul confine tra Ungheria e Repubblica Ceca per gestire i flussi tra i confini dei due paesi. “Si marchiano le bestie non gli uomini, non i bambini oppure i prigionieri dei lager – ha continuato. Questo significa essere incapaci di fronteggiare un’emergenza. I nostri padri hanno costruito l’Europa non per vedere queste scene.

 

“Marchiare i migranti è inaccettabile e rappresenta un colpo durissimo non solo al diritto, ma alla memoria e ai valori stessi che hanno portato alla rinascita dell’Europa al termine del secondo conflitto mondiale. Su come una parte dell’Europa pensa di gestire l’emergenza migranti – ha aggiunto il deputato dem – si aprono scenari estremamente preoccupanti. Continuare a gestire i problemi sull’onda dell’emotività e dell’emergenza è un pericolo mortale anche per i sistemi democratici europei, indeboliti da anni di grave crisi economica. L’Europa prenda coscienza dello sconvolgimento epocale in atto sulla sponda Sud del mediterraneo e si ribelli a quanto sta accadendo al confine ceco”, ha conclusoFiano.

 

“Il buio della mente può sempre tornare e noi stiamo seminando il germe di un virus xenofobo che non sappiamo cosa può produrre”. Lo ha detto il ministro dell’Interno AngelinoAlfano in riferimento alle scene dei profughi al confine ceco. “Il rischio è che l’Europa non sia il sogno su cui fa il tema a scuola ma un incubo”.

 

“Al consiglio straordinario europeo del 14 settembre porteremo l’idea di un’Europa solidale e responsabile. L’Europa oggi è seminata dal rischio del razzismo e della xenofobia. Abbiamo reso unico il mercato e la moneta, ma questi non sono stati in grado di creare un unico popolo europeo. O l’Europa è solidale o semplicemente non è Europa. Chiederemo una quota pari a 40mila richiedenti diritto d’asilo. Ma soprattutto chiederemo che venga istituito il il diritto d’asilo comune europeo e che anche i rimpatri per chi non fugge dalla guerra abbiano responsabilità europea. Oggi lo screening del flusso dei migranti – in 5 hotspots – avviene in Italia, mi auguro domani avvenga direttamente in Africa e nei luoghi di partenza”.

 

“Non è possibile che la solidarietà ci venga erogata a rate e noi dobbiamo dare responsabilità subito. C’è il diritto di libera circolazione, ci sia il diritto comune d’asilo europeo”. Chi fugge da una guerra “ha il diritto di essere protetto, ma non è un suo diritto scegliere dove essere protetto. L’Europa deve dire: ti proteggiamo, ma siamo 28 Paesi quindi stabiliamo dove sei protetto”.

 

 

Per Sandro Gozi “il razzismo e la xenofobia sono ritornati in Europa. Questi sono fatti. E semplicemente tutto questo avviene perché non c’è Europa. Italia, Germani e Svezia sono le prime che stanno pagando le conseguenze perché luogo di destinazione iniziale e finale del flusso migratorio. Occorre lavorare sul tema delle frontiera con maggiore impegno”.

 

“Siamo davanti ad un”Europa con il muro di Dublino (riferimento al Trattato di Dublino che regola i flussi migratori). Il cambiamento è epocale e il Trattato non è più attuale né efficace” ha dichiarato Alfano. “Noi siamo considerati immigrati nel Regno Unito! L’Europa non può più accettare questa visione geopolitica. Ci sarà sempre qualcuno più a Sud di noi e sempre qualcuno più a Nord. E questo succede anche in casa nostra: prima per la Lega gli immigrati erano i meridionali, oggi sono gli africani”.

 

Distinzione tra migrante e profugo.
Esiste una distinzione per legge ma è ancora troppo lacunosa. Per Fiano “sul riconoscimento di coloro che posso chiedere diritto d’asilo, noi abbiamo tempi troppo lunghi. Dobbiamo fare di più e meglio. In Italia i tempi sono pari circa ad un anno contro i 60 giorni in Germania. Non solo dobbiamo controllare la provenienza ma soprattutto valutare se ci sono zone di guerra anche in quei paesi che non sono considerati a rischio (con riferimento alla Nigeria di Boko Haram). E tutto questo alimenta la politica populista di una Lega che preferisce chiamare tutti profughi”.

 

“L’identificazione non è un processo semplice, molti si rifiutano di farsi identificare e l’identificazione coatta può essere anche violenta. L’identificazione, invece, deve diventare assolutamente un processo europeo. L’Europa deve ammettere il che il trattato di Dublino non è più valido. L’Italia è stata la prima a scalfire il trattato, il nostro governo è il primo che ha messo veramente in discussione una norma del tutto inadeguata”.

 

Un Europa lenta nell’affrontare il problema dell’immigrazione
“ Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo prima uscire da una grande contraddizione: ci inorridiamo quando vediamo terroristi islamici tagliare le teste e poi ci scandalizziamo se vediamo immigrati che fuggono da quelle terre. Certo ci sono zone grigie dove ancora non si può stabilire se esiste una guerra e quindi garantire o no il diritto d’asilo. Lavoriamo per superare le crisi siriane, libiche e del Corno d’Africa ma pensiamo anche al problema demografico ed economico. Ci saranno sempre sempre più pensionanti e sempre meno persone attive lavorativamente. Flussi migranti regolamentati servono al nostro paese”.

 

“L’Europa ha avuto una reazione lenta ma le cose stanno cambiando soprattutto grazie all’azione del governo italiano che ha portato in evidenza il dramma dei flussi migratori a partire dal Mediterraneo. La creazione di centri di valutazione nei paesi di transito sotto l’egida europea e il rafforzamento della cooperazione e sviluppo nei paesi di provenienza saranno le prossime mosse che aspettiamo dalla Ue”.

 

Papa Francesco e la sua proposta di amnistia per il Giubileo.
Per Fiano “oltre alla funzionalità delle forze dell’ordine e alla capacità di reprimere il crimine, i cittadini ci chiedono certezza della pena. Nonostante la richiesta del Papa non credo che questo sia il momento per un amnistia. Come dice Bauman con l’aumento della libertà aumentano anche le paure. Sulla paura qualcuno ci costruisce il consenso elettorale, noi siamo quelli che vogliamo sconfiggere la paura. La pena deve essere rieducazione e il reinserimento”.

 

Per Gozi c’è “il problema oggettivo del sovraffollamento delle carceri in Italia. Nel passato siamo stati condannati in Europa per questo. Il nostro governo ha preso con impegno tutte le misure per risolvere il sovraffollamento”.

 

Per Alfano “sulla percezione di sicurezza si agisce con la comunicazione. Sta a noi raccontare come stanno le cose e non come vengono descritte. Il Papa fa il suo lavoro, io quello del ministro dell’Interno. Chi commetet un reato deve stare in carcere fino all’ultimo giorno di pena, anche per rispetto delle vittime. Mancano posti alle carceri? Ne costruiremo di nuove. Cerchiamo di coniugare umanità e sicurezza in una visione d’insieme”.

 

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