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Faraone: “Micari è il cambiamento. Bersani? Era riformista, ora è settario”
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In Sicilia il Pd è destinato a perdere?
«Bastava seguire con me il tour di Renzi per pensare il contrario», fa scongiuri il sottosegretario Davide Faraone.

Perché il leader non ci mette del tutto la faccia?
«Renzi non ci mette la faccia perché sa che i siciliani devono votare per la Sicilia, non per rafforzare una leadership. Per questo abbiamo presentato una candidatura che è la vera novità di queste elezioni».

I sondaggi non premiano il rettore Micari, non le pare?
«Non lo premiano perché non si è candidato quattro volte, come Musumeci. Anche Cancelleri del M5S si candida per la seconda volta, mentre Micari è il cambiamento. È competente, con un curriculum di tutto rispetto. Non è popolare? Grazie ai social il problema si risolve subito».

Esagera Renzi quando descrive D’Alema e Bersani «in piena deriva rifondarola»?
«No, è così. Il Bersani segretario era riformista, non settario. Ora invece pur di andare contro Renzi è diventato un Turigliatto (il senatore di Rifondazione additato per la caduta di Prodi nel 2006, ndr)».

Vi siete pentiti della scelta del candidato?
«Micari è stato proposto da Leoluca Orlando in una riunione con Mdp e Sinistra italiana e siccome noi abbiamo detto sì, loro hanno detto no. Incredibile».

Avete sbagliato la strategia imbarcando Alfano?
«Mi spieghino D’Alema e Bersani perché hanno detto sì a Palermo, mi spieghi Speranza perché Alfano va bene a Potenza, che è la sua città, e perché con Alfano governano il Paese. E una contraddizione grossa come una casa. Vogliono solo creare danno al Pd».

Perché non avete accolto la mediazione di Pisapia per rimettere assieme i cocci? Siete autolesionisti?
«Credo che Pisapia si riferisse più che altro alle forze di centrosinistra che si sono distaccate da questo percorso».

Sul Corriere sembrava avercela anche con voi.
«Ci hanno attaccato dicendo che Renzi era isolazionista. Abbiamo accettato la proposta unitaria di Orlando, che il primo luglio era in piazza con Pisapia, Bersani e D’Alema, per una coalizione ampia e civica senza mettere in campo nostri uomini. Se ci dicono ugualmente no, è una posizione palesemente strumentale».

E adesso, come pensate di vincere le elezioni?
«Lanciamo un appello ai siciliani sul voto utile, perché votare Fava è come scegliere Musumeci, Salvini o i 5 Stelle. Con la favola di un incontro in cui Renzi avrebbe promesso posti ad Alfano lasciano spazio a Salvini che ci chiama terroni. Così vanno contro i siciliani, non contro Renzi. Vogliono consegnare alla Lega una terra di frontiera?».

La spaccatura avrà conseguenze alle Politiche? Pisapia non starà in lista con voi.
«No, le regionali siciliane sono siciliane. Anche alle politiche, se la sinistra sarà animata dallo stesso devastante spirito settario, faremo appello al voto utile. Quando gli elettori dovranno scegliere tra la leadership populista e quella sovranista, voteranno Renzi».

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