spot_img
spot_img
HomeElezioniSardegna al voto, è...

Sardegna al voto, è il momento di cambiare: tutto ciò che c’è da sapere

Domenica 25 febbraio si vota per eleggere il nuovo “governatore” della regione Sardegna. Un appuntamento importante che vede sfidarsi quattro candidati presidente: Paolo Truzzu (centrodestra), Alessandra Todde (Pd, M5s e liste di centrosinistra), Renato Soru (Azione e liste di centrosinistra) e Lucia Chessa (Sardegna R-esiste).

Le urne resteranno aperte dalle ore 06:30 fino alle ore 22:00 di domenica 25 febbraio, con lo spoglio dei voti che prenderà il via subito dopo la chiusura dei seggi. Il sistema elettorale sardo definisce che sarà eletto Presidente il candidato più votato: se dovesse ottenere tra il 25% e il 40% dei voti ci sarà un premio di maggioranza del 55% dei seggi, oltre il 40% invece il premio sarà del 60%, sotto il 25% non scatta nessun premio. Ma chi sono gli sfidanti in lizza?

Alessandra Todde e il campo largo

A correre per il centrosinistra c’è Alessandra Todde, esponente di spicco nel Movimento 5 Stelle. 55 anni di Nuoro, ingegnera informatica con un passato da manager prima di essere nominata sottosegretaria e vice ministra nei Governi Conte e Draghi. A sostenerla il M5S, il Partito democratico, Alleanza verdi sinistra, Sinistra Futura, i Progressisti, il Psi Sardi in Europa, Fortza Paris e le civiche Demos, Orizzonte Comune, Uniti per Todde.

La segreteria dem Elly Schlein è andata più volte nell’isola per sostenerla convintamente: “Ho trovato un clima diverso da quello che avevo sentito anche solo una settimana fa perché adesso ci crediamo davvero, adesso ci credete davvero, si vede e si respira anche in continente, ed è merito vostro e di Alessandra. Adesso la destra ha paura e fa bene ad averla perché qui c’è una forza collettiva che siete in grado di sprigionare e che può fare la differenza in questi ultimi giorni. Abbiamo un altro avversario che è l’indifferenza, l’astensionismo. Usate la vostra credibilità per convincere le persone che conoscete nelle case, nei mercati, nei luoghi di lavoro. Perché i sardi si riprendano in mano il loro futuro, parliamo del riscatto e dell’orgoglio di questa terra che non merita più il disastro di cinque anni di governo di Solinas e di questa destra, talmente un disastro che se ne sono accorti pure loro e hanno cambiato il candidato: è una confessione quella che hanno fatto”.

Non è stata la sola a puntare sulla candidata del centrosinistra, anche Pierluigi Bersani sbarcato sull’isola ha detto: “Ho visto all’opera Alessandra Todde nel ministero che ho guidato per un po’ di anni. È proprio brava. Competente, innovatrice, unitaria, progressista, democratica. È fatta apposta per tenere insieme questo campo”.

Un campo che è largo, una sperimentazione che potrebbe essere importata anche a livello nazionale, con un po’ di buona volontà.

Il terzo incomodo

Ai confini di questo campo, però, c’è anche Renato Soru. Ex presidente ed ex esponente del Pd corre appoggiato da +Europa, Azione e Italia viva e altre tre liste. La sua candidatura è certamente una spina nel fianco del campo largo tanto che Schlein ha commentato: “Non ho mai fatto appelli per il voto utile, da una parte c’è una coalizione e dall’altra una scelta personale. Da tutti i sondaggi credo che si veda che quella candidatura è terza e così rischia di essere un favore alla destra”.

Il nostalgico

Chi spera che Renato Soru vada bene è certamente il candidato del centrodestra Paolo Truzzu, esponente di Fratelli d’Italia ed ex consigliere regionale e attuale sindaco di Cagliari. Il centrodestra, dopo le prime contrapposizioni interne e la mancata conferma del governatore uscente Christian Solinas, sostenuto dalla Lega, si è presentato unito con 9 liste. Amico di lunga data di Giorgia Meloni, hanno militato insieme fin dagli anni ’90: Truzzu è infatti l’ultimo dirigente cittadino del Fuan, poi l’amicizia si è consolidata con le feste nazionali di Atreju. La sua storia politica è ben chiara e lui non la nasconde, come certifica la foto con la scritta Trux sul braccio, chiaro riferimento al mondo fascista.

L’indipendentista indipendente

Corsa solitaria per Lucia Chessa, insegnante di lettere e leader della lista Sardegna R-esiste. Lucia Chessa è a capo dei Rossomori, un partito autonomista e indipendentista nato alcuni anni fa in Sardegna con l’intento di riunire le anime sardiste e indipendentiste. Nella sua campagna elettorale nessun big, come ha sottolineato lei stessa nei diversi comizi, per rinforzare l’idea della sua autonomia.

Ultimi articoli

Correlati

La divisione del governo italiano su Von der Leyen mostra la sua totale irrilevanza

La segretaria Schlein in piazza a Genova con le altre opposizioni: "Cosa aspetta Meloni a chiedere le dimissioni di Toti?"

Schlein: “La Liguria ai domiciliari per colpa di Toti, si dimetta”

Oggi a Genova la manifestazione "Liguria, diritto al futuro". La segretaria dem a La stampa: "È inaccettabile che una regione intera sia paralizzata dalle vicende giudiziarie che riguardano Toti"

Il dl liste d’attesa da decreto-fuffa è diventato decreto-zuffa. Il governo lo ritiri – VIDEO

Elly Schlein in conferenza stampa: il governo lavora allo smantellamento della sanità pubblica. Se la Lega è pentita di aver affossato la legge Schlein, convinca il resto della maggioranza

Siccità, Corrado: “La Sicilia ha bisogno di interventi immediati e urgenti e di una strategia”

La responsabile Ambiente del Pd: ci si ostina a considerare emergenza la nuova normalità, con cui è urgente confrontarsi in maniera strutturale. Il Governo che fa?

Il dl liste attesa: una disfatta che certifica l’ennesimo fallimento del governo

Hanno voluto affossare la legge Schlein per il solito provvedimento bluff senza soldi: il Governo lo ritiri
spot_img