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Campana: anche il Papa dice che bisogna riconoscere a tutti gli stessi diritti
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Micaela Campana, intervistata dal Corriere della Sera, risponde al presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco sulle Unioni civili e spiega: “Lo dice anche papa Francesco che bisogna riconoscere a tutti gli stessi diritti davanti allo Stato”. La deputata del Pd parla poi delle regole sui figli avuti con l’utero in affitto e dice: “la legge dà tutela al minore che è già nato: se succede qualcosa al genitore biologico, quello sociale avrà il dovere di occuparsene”.

La Campana annuncia poi: “Martedì o mercoledì, noi del gruppo di lavoro presenteremo la stesura finale ai capigruppo Zanda e Rosato perché il testo non può tornare in Senato dove la maggioranza è più ristretta”.

 

Sulla questione interviene anche la senatrice del Pd Monica Cirinnà, firmataria del testo sulle unioni civili,che intervistata dalla Repubblica spiega che la pratica dell’utero in affitto “è già vietata in Italia dalla Legge 40”.

La senatrice del Pd – replicando al leader Ncd Angelino Alfano – aggiunge che “l’utero in affitto è punito con una reclusione che può arrivare a due anni e una multa fino a un milione di euro”.

La Cirinnà, sulla sua legge che sta per arrivare in Aula, sulle modifiche richieste da Sel e M5S, aggiunge: “Il testo va bene così, ricordo che con queste forze politiche abbiamo votato assieme già in Commissione lo scorso marzo”. Infine sulle possibili “defezioni” interne al Pd dice: “Se così decideranno venti, venticinque senatori rispetterò questa loro decisione”.

 

“Considero interessante la soluzione dell’affido al posto della stepchild adoption. Non mi sembra però che di fronte a questa apertura sia arrivata una risposta positiva di Ncd. E una strada del genere può essere percorsa solo se allarga il consenso sul testo, non se lo restringe”. Lo dice il senatore del Pd, Giorgio Tonini, in un’intervista a la Repubblica nella quale, sulla legge che riconosce le unioni civili, invita Area Popolare a non irrigidirsi su posizioni identitarie.

Con la stepchild adoption “non ci sarà la possibilità di figli esterni alla coppia, che è poi la vera differenza con il matrimonio” ma una “corresponsabilità rispetto al figlio naturale di uno dei due partner. Se riusciamo a chiarirlo meglio”, questo sarebbe un “punto di equilibrio convincente. Di certo stralciare questo punto significa delegare la questione ai giudici. Si tratterebbe di una resa inconcepibile del Parlamento”. L’affido, aggiunge Tonini, è “una soluzione interessante, ma solo se allarga in consenso. Altrimenti diventa politicamente sterile. Sempre tenendo a mente che ormai le posizioni sono molto vicine. Parliamo di affido o adozione. Di
sfumature, insomma”.

L’ex presidente del gruppo Pd al Senato, conclude: “un approccio serio prevede di partire dalla coalizione di governo per ricercare un’intesa, ed è sempre giusto provarci. Ma se Ncd legittimamente costruisce una posizione identitaria alternativa al Pd, non ci sono le condizioni per fare questa operazione. In questo senso, è giusto dialogare con i grillini. Sarebbe stato un errore chiudersi di fronte alle loro aperture”.

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