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Bonifazi: “I successi del fisco dialogante”

Èevidente a tutti che in Italia esistono due problemi: le tasse sono troppe e troppe tasse vengono evase. È altrettanto evidente che i due problemi non possono essere paragonati stante la carica antisociale dell’evasione fiscale.

Rimandando ad altra sede l’eziologia o l’approfondimento dell’eventuale nesso relazionale tra eccessiva pressione fiscale ed eccessiva presenza di evasione nel Paese, mi limito a segnalare ciò che il Governo Renzi ha fatto per ridimensionare concretamente questi fenomeni negativi.

 

Le due linee guida della visione del Governo Renzi in materia fiscale sono sempre state la volontà dI ridurre il carico fiscale e il tentativo di migliorare il rapporto tra Fisco e contribuente. Il credito d`imposta sull’Irpef per lavoratori dipendenti e assimilati (i cosiddetti “80 euro”), l’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa, l`abbassamento Irap sul costo del lavoro, la cancellazione di Imu e Irap agricole e, infine, la riduzione dell`Ires dal 27,5% al 24% e la soppressione dell’Irpefagricola hanno indubbiamente assolto al primo obiettivo.

 

Sull’altro fronte, invece, l’opera del Governo si è tradotta nella riapertura dei termini della voluntary disclosure e nelle novità riguardanti la cosiddetta rottamazione delle cartelle e l`abolizionedi Equitalia. L’impegno èstato quello di mostrare un voltodiverso del Fisco e di costruire un sistema in cubi contribuente possa “fidarsi” maggiormente dell’Ente impositore. Un contesto in cui l’elemento accertativo diviene una sorta di extrema ratio rispetto all’elemento collaborativo e di contraddittorio.

 

Tuttavia, un nutrito stuolo di commentatori sí è profuso per mesi in attacchi costanti ai provvedimenti varati in materia fiscale, non solo non riuscendo ad ammetterne gli oggettivi buoni risultati, ma spingendosi addirittura a snaturare giuridicamente istituti normativi certi: ad esempio, sentir dire che la voluntary disclosure è assimilabile a un “condono”o, peggio, a “riciclaggio di Stato” è stato qualcosa di assolutamente inaccettabile da un punto di vista sia tecnico che intellettuale.

Ecco però che questa macchina di disinformazione, che ha tentato di dipingere il Governo come amico dei “furbetti” o come troppo incline agli “annunci”, trova oggi la sua più solenne smentita: 19 miliardi di euro recuperati dall’evasione fiscale nel 2016. Record storico assoluto nella lotta all’evasione, con un incremento del 28% rispetto al recupero, già notevole, del 2015 (14,9 miliardi). Questo significa che l`approccio “dialogante” delle lettere, con l’invito a mettersi in regola per sanare spontaneamente dimenticanze ed errori, ha funzionato: lo dimostrano i 500 milioni di euro recuperati. Ciò significa inoltre che la voluntary disclosure (4,1 miliardi di euro recuperati) e la scommessa sulla digitalizzazione e sulla fatturazione elettronica hanno funzionato.

In definitiva, questi successiconfermano che il modello vincente non è – come qualcuno ha immaginato in passato – quello di un Fisco sordo e punitivo, che contribuisce a innescare meccanismi controproducenti per la Riscossione, ma è quello di un Fisco che riesce a coniugare innovazione, semplificazione tecnica e atteggiamento collaborativo e responsabile verso il contribuente.

Ci aspettiamo ora che qualcosa cambi anche sul piano della fase patologica: il processo tributario.

 

Francesco Bonifazi
Deputato e Tesoriere del Partito democratico, componente della VI Commissione Finanze

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