“Per partire bene dobbiamo sapere dove andare. Il rilancio dell’Italia passa secondo me dalla copertina che Time dedicò al ’68: un colpo di rasoio per separare il passato e il presente dal futuro. Ecco, dobbiamo dare quel colpo di rasoio. Prevedere operazioni strategiche che consentano l’aggancio del Sud al resto del Paese”. Lo dice in una intervista a La Repubblica il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.
“Possiamo iniziare dal fisco agevolato, ma dobbiamo prevedere opere strategiche di grande valore. L’Italia verde deve essere il nostro orizzonte costante. Far diventare l’Ilva la prima acciaieria pulita del mondo senza carbone. E poi grandi opere infrastrutturali sempre calibrate in funzione del mondo digitale. Dobbiamo pensare in grande anche se parliamo di agricoltura. Non sprechiamo quest’occasione con opere a pioggia. Va eliminato l’eccesso di burocrazia e di vincoli. Non sto parlando di un liberi tutti” ma ridurre i passaggi per aprire una pizzeria non è eresia”.
Il piano di riforme, sottolinea il ministro, “ci sarà, ma non si fa dalla sera alla mattina. Come ha detto Conte un team elaborerà le proposte, il governo le valuterà e poi saranno presentate ovviamente al Parlamento che non solo è sovrano ma è il vero motore del Recovery Fund. Nessuno nella maggioranza pensa che questo sia un giocattolo nelle sue mani”. “Le commissioni sono il braccio del Parlamento, hanno un ruolo chiave. Se ci vogliono commissioni speciali lo deciderà il Parlamento stesso, e anche su chi le presiederà”, aggiunge.
Secondo Boccia il governo ha le competenze necessarie e non si può immaginare un rimpasto “Non penso che in questo governo manchino le competenze. La sollecitazione di Renzi è sempre ben accetta se si riferisce ai progetti, non se si tratta di rimpasti d’agosto sul modello di una politica mestierante, che nessuno rimpiange”.