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Boccadutri: «Se si è rotto l’equilibrio deve trarre le conclusioni»
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«Stiamo valutando la situazione minuto per minuto…».

Sergio Boccadutri, deputato del Pd e componente della commissione di Vigilanza Rai, è preoccupato?

«Beh, è chiaro che c’è una crisi a cui adesso bisogna dare uno sbocco».

 

Non sarà facile…

«Oltretutto, stiamo parlando di una società concessionaria di un servizio pubblico e abbiamo appena saputo che i rilievi sulle nomine Rai fatti dai revisori interni all’azienda pare si trovino in perfetta sintonia con quelli già avanzati dall’Anac di Raffaele Cantone. Insomma, forse sarebbe il caso che queste carte venissero rese pubbliche, per accertare fino in fondo le responsabilità di chi ha firmato atti non conformi responsabile alle norme».

 

Allude al direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto?

«Di certo non io».

 

Crede che il dg si debba dimettere, a questo punto?

«No, attenzione, vige il principio di autonomia, perciò queste valutazioni spettano solo a lui. Se c’è qualcosa che lunedì pomeriggio si è rotto per sempre col suo cda, allora ne tragga le conseguenze».

 

Ma un giudizio non politico, sulla gestione dell’ex manager Mtv, se la sente di esprimerlo comunque?

«Una cosa la posso dire, sì: in questi due anni ho udito tanti buoni propositi, tante idee interessanti, la digitalizzazione, l’offerta informativa, ma è come se ci si fosse sempre fermati al “cosa” senza mai passare al “come”…».

 

Cioè?

«Per capirci, parlava di strategia, ma senza mai indicare gli strumenti, i mezzi, le risorse utili per realizzarla. Una ripetizione sempre uguale».

 

Potevate riunirvi già ieri, subito dopo lo showdown del cda.

«No, avrebbero detto che la politica entrava di nuovo a gamba tesa sulla Rai. Sarebbe stato un atto clamoroso di sfiducia. Aspettiamo, domani ci dovrebbe essere l’incontro tra il dg e il ministro Padoan, vediamo che succede. In caso di dimissioni del direttore generale, allora si avvieranno tutte le procedure per la sostituzione».

 

E se non si dimette?

«Non sarà facile restare con un cda che gli ha votato contro».

 

Grande era l’amarezza di Campo Dall’Orto, dopo la bocciatura del piano. Non ha nascosto la sua irritazione per gli attacchi della politica.

«Nessun commento. Se ci sarà occasione gli risponderò in Vigilanza».

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