Sintesi dell’intervento di Mauro Berruto su Avvenire
“E’ davvero un brutto momento per il calcio. Nel weekend abbiamo assistito perfino a un agguato degli ultras della Paganese a un bus di tifosi della Casertana. Tutto ciò mezz’ora prima di una gara non esattamente di primo piano, valida per il girone G della serie D”, inizia così Mauro Berruto, parlamentare PD e responsabile nazionale sport, e poi aggiunge: “Viene da chiedersi come ancora sia possibile che il calcio muova passioni e riesca ad avere uno spazio di interesse tanto significativo” (…)
“Verrebbe da chiudere tutto. Poi basta una piccola luce a sconfiggere il buio della notte più profonda e fredda, come la notte, freddissima, che ha ucciso Issaka Coulibaly. Aveva 27 anni, era ivoriano e da anni era in Italia come rifugiato, dove aveva trovato il modo per tener viva la passione per il calcio, giocando da portiere per il St Ambroeus, squadra dilettantistica milanese. E in Italia ha trovato anche la morte, per il freddo, in un capannone abbandonato a Milano dove Issaka è stato ritrovato il 25 novembre”.
“Qualche giorno fa il St Ambroeus, società milanese che per prima in Italia ha iscritto ai campionati federali una squadra di rifugiati e richiedenti asilo, ha reso pubblica questa storia scrivendo: «(…) Morire di gelo in una città come Milano non può essere classificato semplicemente come morte naturale, se a Issaka fosse stato concesso di vivere regolarmente con dei documenti molto probabilmente non staremmo scrivendo questo post, e lui, con una vita regolare, magari starebbe pensando a come rincominciare il campionato dopo la pausa invernale».
Berruto chiude: “E allora, nonostante tutto, si ritrova la forza di credere nella forza solidale dello sport, per tutti quegli Issaka che, senza il calcio o lo sport, vedrebbero spegnersi anche un’ultima luce”.
Intervento integrale su Avvenire