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Aziende del Sud salvate
A

Ecco alcuni di esempi di azienda che sono state riorganizzate e salvate dal fallimento:

WHIRLPOOL
Nel dicembre 2014 Whirlpool Corporation ha acquisito Indesit Company e le due società intendono concludere la fusione entro il secondo semestre 2016.
In data 16 aprile 2015, nell’ambito del processo di integrazione, le Società hanno presentato il Piano Industriale 2015-2018 che contempla, oltre al percorso di fusione tra Whirlpool Europe S.r.l. – Socio Unico e Indesit Company S.p.A., la ridefinizione dell’assetto industriale e delle sedi amministrative e commerciali in Italia.
Dopo ampia discussione e dopo un importante impegno profuso dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, oltre che da tutte le parti presenti al tavolo, si è addivenuti alla versione definitiva del Piano Industriale, che si articolerà lungo le seguenti direttrici:
riorganizzazione delle produzioni e missione produttiva per ogni sito:

  • Cassinetta (VA) – Polo EMEA prodotti da incasso, che includono microonde, frigoriferi e forni;
  • Fabriano (AN) – Polo EMEA produzioni piani di cottura, concentrato sullo stabile di Melano;
  • Siena – Congelazione orizzontale EMEA;
  • Comunanza (AP) – Lavatrici carica frontale e Lavasciuga EMEA;
  • Napoli – Lavatrici carica frontale alto di gamma e nuova gamma di lavatrici per mercati extra-europei;
  • Carinaro (CE) – Polo Centrale EMEA parti di ricambio e accessori;
  • investimenti per 513,5M di Euro, di cui 30M già impegnati per la piattaforma Omnia, nelle aree di Ricerca e Sviluppo, innovazione di prodotto, innovazione di processo e riassetto produttivo;
  • reindustrializzazione del sito di None e trattativa con un operatore logistico della provincia di Torino per la cessione del ramo d’azienda relativo alla logistica, con conseguente trasferimento di tutto il personale attualmente in forza;
  • attivazione di un apposito servizio di ricerca e sostegno delle opportunità di reindustrializzazione del sito di Teverola, con un investimento ulteriore di 2M di Eiro;
  • assenza di esuberi strutturali.

FIREMA TRASPORTI SPA IN A.S.
Società in Amministrazione straordinaria dal 2 Agosto 2010 operante nel settore delle costruzioni ferroviarie. Numero dipendenti a inizio procedura: 811. Commissario Straordinario Prof. Ernesto Stajano. La società, dopo cinque anni di amministrazione straordinaria, viene ceduta nel mese di Luglio 2015 alla TFA (Titagarh Firema Adler), società partecipata al 90% dalla indiana Titagarh (importante gruppo industriale privato indiano che opera nella costruzione di materiale rotabile) e al 10% dalla Adler Plastic, gruppo internazionale, con sede in provincia di Napoli, che sviluppa e industrializza componenti e sistemi per l’industria del traporto. Alla data della cessione a TFA i dipendenti ancora in forza sono 500. La TFA ne ha assorbe 340 (234 a Caserta, 60 a Tito (Potenza), 22 tra Spello (Perugia) e cantieri, 24 a Milano. La Società cessionaria, a partire dalle otto settimane successive alla cessione assumerà, con ricorso a contratti a tempo determinato, fino a 80 unità sulla base delle esigenze aziendali e compatibilmente con le professionalità. I dipendenti non assorbiti da Titagarh rimangono in forza alla Firema in Amministrazione Straordinaria. Il Ministero dello Sviluppo Economico ritiene che la continuità operativa della Società Firema così come garantita dalla TFA rappresenti un risultato importante per il settore delle costruzioni ferroviarie in Italia e per questa ragione il Governo si impegna, unitamente alle Regioni, a verificare il pieno rispetto degli impegni sottoscritti da TFA e soprattutto a costruire le condizioni per dare soluzione a tutti i problemi occupazionali che la transazione potrebbe non risolvere.

IRISBUS
Il 14 settembre 2011 Fiat annuncia la chiusura dello stabilimento Irisbus diValle dell’UfitainCampania(circa 700 dipendenti al momento della chiusura). Il 16 Gennaio 2012 si svolge al Mise il primo incontro del Tavolo Tecnico per la reindustrializzazione del sito.
Il 20 Novembre 2014, viene firmato al Ministero dello Sviluppo Economico un accordo tra Finmeccanica e King Long che prevede il passaggio della Bredamenarinibus di Bologna da Finmeccanica a Industria Italiana Autobus (80% King Long Italia; 20% Finmeccanica,), la newco alla quale è affidato il decollo del polo italiano di produzione di autobus. L’atto del 20 Novembre costituisce un passaggio fondamentale nel processo che porta successivamente all’acquisizione da parte della newco IIA anche dello stabilimento ex Irisbus di Valle Ufita (Avellino). Il 16 Dicembre 2014 viene firmato al Mise l’accordo che ha come risultato il passaggio dei trecento dipendenti del sito ex Irisbus di Flumeri alla Industria Italiana Autobus. Il giorno successivo, il 17 Dicembre 2014, viene siglato, sempre al Mise, l’accordo che consente il passaggio dei duecento dipendenti della Bredamenarinus alla newco IIA. Con la firma di questi accordi si delinea la costruzione di un polo del trasporto su gomma grazie alla confluenza di due storie importanti, quella degli stabilimenti di BMB di Bologna e quella di Irisbus di Flumeri che danno vita a una realtà nuova, Industria Italiana Autobus, un’azienda italiana che guarda con fiducia a i mercati internazionali. La produzione di veicoli di elevata qualità nonché la possibilità di migliorare il parco circolante con azioni di ammodernamento/revamping rappresentano obiettivi centrali nella strategia di Industria Italiana Autobus. Il Governo, valutata l’importanza strategica del processo avviato con la costituzione di Industria Italiana Autobus, nonché la sostenibilità di medio/lungo periodo del piano industriale e finanziario, si impegna a monitorare costantemente la fase attuativa del Piano Industriale predisposto dalla nuova società.
Il 10 giugno 2015 viene presentata da Industria Italiana Autobus ad Invitalia la “Proposta di Contratto di Sviluppo Industriale Flumeri” articolata in un progetto di “Investimento produttivo” e in un progetto di “Ricerca industriale e Sviluppo Sperimentale”. Il riavvio dello stabilimento di Valle Ufita prevede investimenti per un importo complessivo pari a circa 38.2 € milioni mentre l’investimento previsto per l’attività di R&S e prototipizzazione ammonta a circa 9 € milioni.

ENI GELA
Nel 2014 Eni ha manifestato al Ministero dello Sviluppo Economico la necessità di ridurre la propria capacità di raffinazione in Italia e all’estero, a causa del progressivo peggioramento dello scenario di mercato, acuito dalla riduzione dei consumi petroliferi, come conseguenza della crisi economica e della crescente efficienza energetica.
In questo contesto, la sola raffineria di Gela, di proprietà di Raffineria di Gela S.p.A., società interamente controllata da ENI, ha prodotto dall’anno 2009 perdite per oltre 2.000.000 di Euro.
Si è reso dunque necessario rivedere il modello industriale del sito di Gela, avviando un piano di riconversione dell’intera area, finalizzato a mantenere la vocazione produttiva e a favorire il reimpiego dei lavoratori interessati.
A tale scopo, il Ministro dello Sviluppo Economico dott.ssa Federica Guidi ha firmato il decreto di riconoscimento del territorio di Gela e delle aree di localizzazione delle aziende dell’indotto quale area di crisi industriale complessa.
Il 6 novembre 2014 è stato sottoscritto dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gela, da Eni S.p.A., da Raffineria di Gela S.p.A. e dalle Organizzazioni Sindacali nazionali e territoriali un Protocollo di Intesa contenente il programma di sviluppo, che prevede investimenti fino a 2,2 miliardi di euro e si articolerà lungo le seguenti direttrici:
produzione industriale di prodotti sostenibili partendo da materie rinnovabili (Piattaforma Green Refinery), con un intervento che a regime prevede l’impiego di 400 unità lavorative;
realizzazione di centri di competenza in materia di sicurezza, con il coinvolgimento di 180 risorse umane;
politica organica di sviluppo delle attività upstream fortemente focalizzata sulla valorizzazione della risorsa gas. Si prevede l’avvio di nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sul territorio della regione Siciliana e nell’offshore ad esso adiacente, la valorizzazione delle potenzialità dei campi già in esercizio, offshore ed onshore. Tali attività genereranno nuove opportunità per il territorio nel pieno rispetto delle normative ambientali;
azioni di risanamento ambientale, inclusa la bonifica delle aree ricadenti nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Gela. Per l’attività di risanamento ambientale è previsto l’impiego di 30 risorse umane a regime.

OM CARRELLI
A Settembre 2011 ha luogo presso il Mise una riunione durante la quale si stabilisce la necessità di mantenere la vocazione industriale e la tutela dell’occupazione nel sito di Modugno della OM Carrelli a seguito dell’intendimento manifestato dalla Kion di voler cessare la produzione nel suddetto sito.
Dopo alcuni tentativi di reindustrializzazione che non vanno a buon fine il 1 Luglio 2015 presso il Mise viene firmato un verbale nel quale la Regione Puglia, la Regione Calabria, i Comuni di Bari, Modugno e Gioia Tauro, Invitalia, Puglia Sviluppo e le Organizzazioni Sindacali sottoscrivono che, al termine di un iter valutativo prolungato per consentire una più attenta valutazione, ritengono che il progetto presentato dalla LCV Capital Management per la costruzione di nuovi modelli di autovetture nei due siti di Modugno e Gioia Tauro, risponde in modo complessivamente più adeguato alle esigenze occupazionali e di prospettive e di prospettive di lungo periodo richiamate dalle parti interessate. Il Ministero dello Sviluppo Economico, la regione Puglia e la Regione Calabria si impegnano congiuntamente a verificare ed eventualmente supportare finanziariamente i progetti già presentati da LCV a Invitalia e le due Regioni proseguiranno l’attività finalizzata alla acquisizione, anche per il tramite degli Enti Locali, degli immobili necessari per la realizzazione del Piano industriale di LCV. Presso il Mise verrà istituita una costante azione di monitoraggio dell’ attuazione del Piano Industriale,.
L’investimento complessivo previsto fino alla produzione della prima autovettura è di circa 250 milioni di dollari, di cui 90 circa già spesi, 84 relativi ai due impianti produttivi ed i restanti per costi di marketing e collaterali. L’avvio della produzione è previsto entro il quarto trimestre 2017.
INFOCONTACT
Società di call center entrata in Amministrazione Straordinaria con decreto del Tribunale di Lamezia Terme del 20 ottobre 2014, depositato in data 21 ottobre 2014. Al momento dell’apertura dell’Amministrazione Straordinaria la Società presentava un debito di circa 65.000.000 di Euro, gran parte del quale nei confronti dell’Erario dello Stato e per la restante parte nei confronti dell’INPS, dei fornitori e dei lavoratori e la continuità dell’attività comportava una perdita mensile di circa 1.200.000 Euro.
A seguito della procedura competitiva di vendita, volta ad individuare e valutare proposte che avrebbero consentito il miglior soddisfacimento dei creditori sociali e la salvaguardia del complesso aziendale, anche in termini occupazionali, sono stati individuati 2 acquirenti: Comdata Eos S.r.l. per l’unità operativa di Rende e Abramo Customer Care S.p.A. per l’unità operativa di Lamezia Terme.
Nei mesi di marzo e maggio, Infocontact S.r.l. in Amministrazione Straordinaria, le Organizzazioni Sindacali Nazionali e Territoriali e le RSU hanno sottoscritto rispettivamente con Comdata Eos S.r.l. e con Abramo Customer Care S.p.A., un accordo ex art. 47, comma 4bis e 5, L. 428/90 ed ex art. 63, comma 4, D. Lgs. 270/1999 che prevedeva il passaggio alle dipendenze dei nuovi datori di lavoro della gran parte dei dipendenti, per un totale di 927 lavoratori a tempo indeterminato, perlopiù in regime di part-time a 20 e 30 ore e di cui 332 assorbiti da Comdata Eos S.r.l. sul sito di Rende e 595 da Abramo Customer Care S.p.A. sul sito di Lamezia Terme.
Ad oggi è assicurata la prosecuzione dell’attività produttiva.
NATUZZI
Nel Luglio 2013 la Natuzzi accoglie la richiesta del governo di “sospendere” la procedura di mobilità per 1726 addetti e di aprire un confronto sul piano industriale.
A Ottobre 2013 viene siglato al Mise un accordo che prevede, oltre alla permanenza di 1300 lavoratori in azienda, l’impegno per la ricollocazione di altri 800 lavoratori e l’attivazione di una mobilità volontaria e incentivata per i rimanenti 600 lavoratori.
A Maggio 2015 come previsto dall’Accordo del 3 Marzo 2015 firmato al Ministero dello Sviluppo Economico viene attivato il piano di riorganizzazione delle attività del Gruppo Natuzzi che prevede l’utilizzo dei contratti di solidarietà per n.1818 unità lavorative e l’assorbimento di una parte delle eccedenze dalla cassa integrazione guadagni straordinaria.
Ad oggi la riorganizzazione non sta evidenziando particolari criticità, ma per poter realizzare i recuperi di produttività e di competitività attesi dal piano si rende improcrastinabile dare corso al piano di investimenti, condizione imprescindibile per il superamento della crisi e del rilancio delle attività del Gruppo in Italia. L’azienda ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico il piano degli investimenti da effettuare nel triennio 2015-2017, tuttora oggetto di esame e di approfondimento per un successivo finanziamento attraverso un contratto di programma, che potrà prevedere anche la partecipazione delle Regioni Puglia e Basilicata.
Il Ministero dello sviluppo economico, insieme ad Invitalia e alle Regioni Puglia e Basilicata, ha preso atto delle suddette necessità e confermano la propria volontà a sostenere il Gruppo in questa delicata fase nell’ambito di quanto previsto dalla legislazione in materia.
Con riferimento alle residue eccedenze occupazionali, n. 525 unità, in cassa integrazione straordinaria a zero ore, viene riconfermato il piano di gestione che prevede una loro ricollocazione in altre aziende che si insedieranno nel territorio, a seguito di un piano di reindustrializzazione che dovrà realizzarsi a partire dai prossimi mesi.

JABIL – ERICSSON
Il 10 Marzo 2015 viene firmato al Mise da tutte le cinque sigle sindacali presenti oltre che dai massimi dirigenti italiani di Jabil e di Ericsson l’accordo per il passaggio del sito ERICSSON di Marcianise (Caserta) all’americana JABIL.
Per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, l’intesa consente di chiudere positivamente il confronto su importanti punti: per quattro anni (cioè fino a marzo 2019) no a licenziamenti collettivi; per tre anni (cioè fino a marzo 2018) garanzia di carichi di lavoro per almeno 335 addetti (su un totale attuale di poco meno di 400 ); garanzia di commesse Ericsson anche oltre il 2018; possibilità per il singolo lavoratore di richiedere ed incassare il TFR.
La Ericsson precisa che l’Italia riveste per il Gruppo un ruolo strategico quale centro propulsivo alla guida dell’innovazione. Il Gruppo continua a riporre grande fiducia nel mercato italiano dell’ICT e nelle sue potenzialità, come dimostra il costante impegno sul territorio a sostegno dell’evoluzione del settore italiano delle telecomunicazioni. In linea con le strategie del Gruppo sulla produzione di sistemi ottici, per mantenere la Sua leadership nel settore della fornitura ottica, Ericsson ha ritenuto di dover convertire l’attuale modello produttivo presente sul sito di Marcianise in un modello di fornitura di servizio non potendo continuare a garantire un livello di attività e di saturazione del suo sito di Marcianise, a fronte di un mercato di riferimento sempre più orientato su logiche di servizio. Questa cessione, non cambia l’attuale strategia di business di Ericsson e il sito di Marcianise, con le sue competenze, continua ad essere fondamentale per la continuità del business di Ericsson nei prodotti ottici.
I vertici di Jabil hanno affermato che l’operazione è stata dettata dalla necessità di voler colmare buona parte della “supply chain”, utilizzando quindi le competenze Ericsson per diversificare l’offerta e conquistare una maggiore fascia di mercato, aumentando il numero dei clienti.
Il Governo s’impegna a monitorare ogni sei mesi lo sviluppo del piano industriale annunciato da Jabil per valutare nuove eventuali opportunità.

DE MASI
Azienda che costruisce macchine per la raccolta meccanizzata di frutti. Dipendenti: 150 a Dicembre 2014. Tavolo aperto a Maggio 2013.
Il 24 Aprile 2015 viene sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico un Memorandum of Understanding tra i rappresentanti del Gruppo De Masi e delle tre Banche Unicredit, MPS e BNL – BNP, che pone poste solide basi per concludere positivamente il contenzioso in materia legale e finanziaria e che da molti anni vede le suddette parti contrapposte.
L’accordo è il risultato di una lunga e complessa mediazione che ha visto impegnate le Istituzioni a vari livelli. Tutte le parti hanno lavorato sinergicamente affinché il Gruppo de Masi possa riprendere, attraverso la successiva riorganizzazione del suo debito, le attività industriali in Calabria, Regione particolarmente disagiata.

CENTRALE ENEL DEL MERCURE
Impianto di energia elettrica alimentato a biomassa vegetale entrato in esercizio per la prima volta nel Giugno 2005.
In data 5 Giugno 2013 si è costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico un Tavolo di Confronto con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente, dell’Ente Parco, delle Regioni Calabria e Basilicata, di Enel Produzione Spa, delle Organizzazioni Sindacali al fine di individuare soluzioni condivise per il superamento delle problematiche territoriali emerse a seguito del contenzioso amministrativo in essere e delle conseguenti implicazioni sociali, occupazionali ed ambientali connesse all’esercizio della Centrale. I lavoro del tavolo di Confronto sono proseguiti con diverse riunioni. Nella riunione del Tavolo di Confronto del 23/09/2013 svoltasi presso il Mise le parti hanno stipulato un Documento di Intenti impegnandosi a sottoscrivere, per l’esercizio della Centrale un accordo volto a individuare misure di compensazione e riequilibrio ambientale prevedendo misure specifiche per ciascun ambito di intervento.
Nel febbraio 2015 viene definitivamente firmato al Ministero dello Sviluppo Economico un accordo di compensazione tra Regione Calabria e Basilicata, Ente Parco Nazionale del Pollino, Enel Produzione Spa, i Comuni interessati e le Segreterie Regionali delle OOSS di Calabria e Basilicata, che ha come obiettivo che l’esercizio della Centrale e le connesse attività soddisfino livelli sempre più elevati di tutela dell’ambiente e della salute, oltreché di integrazione con il tessuto sociale, economico e produttivo del territorio di riferimento.


MICRON

L’americana Micron opera nel settore della microelettronica (specialista nelle “memorie”. In Italia era presente inizialmente con la unità di Avezzano e, successivamente, si è sviluppata acquisendo da ST Microelectronix la divisione memorie (va ricordato che con ST mantiene alcune attività in un comune consorzio).
Negli anni passati (2012-2013) ha venduto l’unità di Avezzano che occupa circa 1.600 persone.
Successivamente ha attuato un piano di ristrutturazione che ha comportato la riduzione di oltre 400 unità lavorative ed ora nei quattro siti di Agrate, Catania, Arzano ed Avezzano occupa poco più di 600 persone quasi esclusivamente dedite ad attività di R&D a supporto dei maggiori centri presenti negli Stati Uniti e nel Far East.
Di recente è stato positivamente risolto dal Ministero dello Sviluppo Economico il residuo problema di 12 lavoratori per i quali Micron non ha saputo trovare un’adeguata collocazione e si accingeva a licenziarli.
ACCENTURE OUTSOURCING
In data 10 settembre 2014, Accenture Outsourcing, società del Gruppo Accenture, attiva nel settore dei call center ha annunciato presso il Ministero dello Sviluppo Economico la volontà di chiudere il sito di Palermo. È dunque iniziata una serrata trattativa, tesa a garantire il rilancio del call center di Palermo e la tutela dei livelli occupazionali, che ha visto la sua positiva conclusione nel dicembre 2014, con l’acquisizione da parte di Atlanet, società controllata da British Telecom del call center con il trasferimento e il riassorbimento di tutti i 262 lavoratori.

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