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Alde e M5s, un matrimonio d’interesse
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*** Aggiornamento ***
Verhofstadt rinuncia all’accordo. Per M5s saltano i 700.000 euro di fondi pubblici
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“Contrordine cittadini ora l’euro è diventato bellissimo. E così con la solita votazione farsa il duo Grillo-Casaleggio molla l’alleanza con gli antieuro dell’Ukip di Farage per entrare nell’ Alde, partito europeista. Ad accordo già raggiunto viene fatta votare anche la base, sempre più ridotta a coreografia virtuale. Grillo rinnega anni di battaglie antieuropeiste? La logica della scelta ce la spiega meglio Di Maio: per uscire dall’ euro c’è sempre tempo, ma per il momento l’odiato euro è meglio metterlo nelle casse del M5S sotto forma di finanziamenti che spetterebbero per il nuovo gruppo nato con l’Alde. In buona sostanza è questo il senso politico della capriola a cinque stelle: un matrimonio di interesse”. Così Andrea Romano, parlamentare del Partito Democratico.

 

Stasera i capi delle delegazioni nazionali nell’Alde si riuniscono per un primo esame della situazione. “C’e’ una questione di merito, perché abbiamo scoperto questa cosa all’ultimo momento ed è stato un tentativo di colpo di mano – ha detto de Sarnez – e io stessa l’ho saputo da Verhofstadt venerdì scorso: questo non è molto democratico”. Quanto ai documenti già messi a punto dai rispettivi leader, “come sapete in politica le carte non valgono niente: si può firmare qualsiasi documento e poi disattenderlo, conosciamo la politica italiana che e’ come quella francese”. La decisione, ha spiegato ancora l’esponente del Movimento democratico, il partito francese guidato da Francois Bayrou, non verrà presa questa sera, ma domani con il voto di tutti gli eletti del gruppo Alde. “Ho già una prima lista di persone che voteranno contro. Sono contrari i francesi, i tedeschi, gli svedesi, i danesi, i lituani e gli estoni. Come me, non capiscono perché il gruppo piu’ coerente del Parlamento, guidato da un uomo conosciuto in tutta Europa per il suo europeismo, debba allearsi con un movimento populista. E se Verhofstadt aveva una piccola chance che Pittella rinunciasse alla sua nomina per fare argine contro il Ppe votando per lui, ora non ce l’ha più, e non l’avrà nemmeno se lo obbligheremo a fare marcia indietro. Non capisco”.

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