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World Aids Day, si torni a parlare di prevenzione nelle scuole
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“In Europa, ogni giorno, 80 persone contraggono il virus dell’hiv e molti rimangono a lungo ignari di essere sieropositivi. Se, da un lato, in questi anni la medicina ha fatto importanti passi in avanti nel contrasto al virus, dall’altro il tema della prevenzione è completamente sparito dal dibattito pubblico. E’ calata l’attenzione sul tema e i più giovani non hanno ricevuto alcuna formazione in merito. La data del 1° dicembre è importante perchè riporta il tema in prima pagina, ma non basta. Di fronte a dati come questi è evidente che bisogna riportare il tema in classe, tornare a fare informazione sui rischi legati a pratiche sessuali a rischio. L’attenzione torni ai livelli della fine degli anni ’80 quando il virus dell’hiv si affacciava in tutta la sua brutalità al mondo”. Così Micaela Campana, responsabile Welfare della segreteria nazionale del Pd in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids.

 

Su Twitter Debora Serracchiani, vicesegretaria del Pd:

 

“La paura non serve, la consapevolezza sì”. Così Emilia Grazia De Biasi, Presidente della Commissione Sanità del Senato, commenta i dati “preoccupanti” diffusi in occasione della Giornata mondiale di lotta all’HIV in particolare l’alta percentuale di chi ancora ignora la propria sieropositività non avendo “mai fatto un test dell’Hiv”. Secondo la Senatrice Pd “ricerca, informazione, prevenzione e accesso ai test e ai farmaci, sono essenziali per tenere fede all’impegno di eradicare questa malattia per sempre”. Insomma, conclude De Biasi, “rendere coscienti le persone dei fattori di rischio e metterli di fronte alle scelte sulla salute propria e su quella dell’umanità, é l’impegno che società, politica, scienza, istituzioni devono perseguire”.

 

“Oggi, primo dicembre, come ogni anno in tutto il mondo si celebra la giornata mondiale per la lotta all’Aids. “Lotta” e “mondiale”. Sono proprio queste le parole su cui credo dobbiamo concentrarci”. Lo ha dichiarato la senatrice del Pd Monica Cirinnà.

“Lotta. attraverso la ricerca, e attraverso la prevenzione – aggiunge – Un’azione dove le istituzioni e la politica hanno un ruolo fondamentale, con un intervento più incisivo del Ministero della Salute per educare tutti alla prevenzione e promuovere in ogni modo l’uso del preservativo, e facilitare l’accesso alle cure”.

“Mondiale – prosegue – In tutti questi anni, grazie alla ricerca e alle nuove terapie disponibili, la qualità e l’aspettativa di vita delle persone sieropositive è incredibilmente migliorata. Ma questo dato positivo non deve farci mai dimenticare che l’Hiv esiste, e anche se ci sono delle terapie in grado di tenerla sotto controllo, non bisogna assolutamente abbassare la guardia”.

“Con troppa facilità – sottolinea – su più fronti sta passando l’idea che l’Hiv non sia più un’emergenza dalla quale difendersi. E questo è tristemente più vero tra i giovani. Non devono dimenticatere che l’arma ancora più efficace per proteggersi dall’Hiv rimane sempre la prevenzione attraverso l’uso del preservativo. L’età dei primi rapporti sessuali si è abbassata e forse anche questo diminuisce la consapevolezza dei rischi che, anche facendo una cosa così bella, si possono correre”. “L’Hiv non riguarda una categoria di persone piuttosto che un altra, riguarda tutti, e può bastare anche un solo rapporto sprotetto per contrarlo. Può rimanere asintomatico per molto tempo. Conoscere tempestivamente la propria sieropositività rende ancora più efficaci le terapie oggi a disposizione,
oltre ad impedire che la malattia si diffonda.

E’ avendo a cuore tutte queste ragioni che oggi ho deciso di aderire alla campagna Loveyourself promossa dall’Arcigay di Ferrara, ricordando a tutti l’altra grande malattia che dobbiamo sempre combattere dentro e fuori di noi: la discriminazione. Le persone sieropositive non devono più subire lo stigma sociale del passato. L’Hiv è una malattia, non una colpa. Ed è una malattia che non si contagia con un abbraccio, un bacio, una stretta di mano o con nessuna di tutte le altre azioni della vita quotidiana che dobbiamo continuare ad avere. Perchè nessuno si senta mai solo, tagliato fuori, escluso o discriminato dal mondo, per il solo fatto di essere malato”.

“Non smettiamo di lottare – conclude Cirinnà – non smettiamo di proteggerci, non smettiamo di informare e informarci. Ma soprattutto non smettiamo mai, di amarci e di essere umani. Oggi e tutti i domani a venire, da qui fino alla completa sconfitta dell’Hiv”.

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